La leggenda narra che, all'inizio dei lavori di costruzione dell'edificio originario (V secolo), le fondamenta sarebbero state miracolosamente spostate nel corso di una notte nel luogo attuale, e che gli angeli avrebbero contribuito all'edificazione del tempio. Angeloktisti, infatti, significa “costruita dagli angeli”.
Purtroppo dell'originale basilica paleocristiana non rimane che la panca (synthronon) in pietra sulla quale sedevano i diaconi durante le celebrazioni. La chiesa che oggi si visita è quella eretta nel XII secolo, a forma di croce. All'interno, affreschi del XIII secolo e interessanti icone dal XIII al XVIII secolo, ma sono i mosaici della Panagia Angeloktisti a essere il vero capolavoro della chiesa. Su tutti spicca quello nell'abside, risalente al VI secolo, dunque al tempo dell'edificio che la tradizione vuole sia stato eretto grazie all'intervento degli angeli. Raffigura la Madonna con in braccio il Bambino, affiancata dagli arcangeli Gabriele e Michele. L'immagine interrompe il fregio che orna l'abside e crea un curioso effetto prospettico per cui la Vergine, ritratta con i piedi posati su un cuscino, sembra camminare verso i fedeli.