Si dice che l'Islanda sia l'ultimo territorio d'Europa dove l'uomo debba lottare con la natura per la propria sopravvivenza, piuttosto che proteggerla. E visitando questa distesa sabbiosa di 1000 km2 la sensazione è che questo sia vero più che mai.
Il percorso attraverso lo Skeidharársandur (lungo 34 km) e i tre ponti sul Núpsvötn, sul Sandgýgjukvísl e sullo Skeidhará costituiscono un autentico monumento alla tenacia islandese nella ricerca del dominio sugli elementi. Generato dalle distruttive inondazioni dello Skeidhará, alimentato come gli altri fiumi dal gigantesco ghiacciaio Skeidharárjökull che durante il disgelo devasta le aree circostanti, l'impervio deserto riserva altre minacce. Non è infatti da sottovalutare, allontanandosi a piedi dai veicoli, il rischio di attacchi da parte di stercorari, particolarmente protettivi nei confronti dei loro piccoli.