Sono migliaia le persone che ogni anno si entusiasmano davanti a questo imponente palazzo. Sarà per la splendida vista che si gode da qui, per i chitarristi classici e gli artisti che si esibiscono sugli ultimi gradini dell’infinita scalinata che sale al Montjuïc o per la Font Magica con i suoi giochi di acqua, musica e luce che rendono incantate le notti della città, ma il MNAC è una vera e propria istituzione di Barcellona.
Parte del restyling urbano in occasione dell’Esposizione Universale del 1929, il Palau Nacional, disegnato da Enric Catà i Catà, ospita il Museo Nazionale d’Arte. Rinviate all’uscita ulteriori fotografie del panorama che si allarga fino al colle del Tibidabo, la collezione interna è notevolissima, così come si immagina dall’imponenza della sede museale.
L’eccezionalità delle opere è amplificata dall’allestimento curato da Gae Aulenti (1992): il percorso di visita diventa un’affascinante passeggiata nella storia catalana che fa scordare il fatto che le opere non si trovino più nella loro sede originaria. Affreschi (è qui custodita la più vasta collezione al mondo dipinti murali), tele, gruppi scultorei lignei e tavole d’altare hanno comunque trovato posto nelle fedeli ricostruzioni degli interni di alcune chiese romaniche, così che non pare di trovarsi all’interno di un banale museo. Oltre alla sezione romanica, notevoli le raccolte di arte gotica, rappresentata da dipinti su tavola e dai lavori di artisti catalani, quella di arte rinascimentale e barocca, e una sezione con opere moderne di Rusiñol, Gaudí, Picasso, Gargallo e Julio González.
Riconosciuta arte a tutti gli effetti, la fotografia trova un ampio spazio al MNAC, con scatti dei più famosi fotografi catalani dall’Ottocento a oggi.