Albana di Romagna Docg, un nobile che si fa in quattro!

Articolo 19 marzo 2010

Secco, amabile, dolce e passito, il primo bianco italiano tutelato dalla Docg è un patrimonio delle province di Forlì, Ravenna e Bologna, tra Appennino e Adriatico

La delicata fase dell'appassimento delle uve
La delicata fase dell'appassimento delle uve

Dai romani, vino per coppe d’oro

Molto probabilmente furono i Romani a introdurre l’Albana in Romagna, tanto che alcuni sono propensi all’ipotesi che questa varietà prenda il nome dai colli Albani, posti a sud di Roma; altri ritengono invece che la parola derivi dal latino “albus”, ovvero bianco. La leggenda vuole che Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, dopo avere bevuto questo vino in una coppa di coccio, abbia esclamato che un vino tanto nobile ...non così umilmente si dovrebbe bere... bensì in berti d’oro... Da allora alla corte di Ravenna, il vino venne servito in coppe d’oro e il borgo dove la principessa si era ristorata prese il nome che porta tuttora, ovvero Bertinoro.


 
Con un'Albana... un'idea in cucina
Con un'Albana... un'idea in cucina

Quattro tipologie, tutte Docg

La zona di produzione dell’Albana di Romagna è concentrata nelle province di Forlì, Ravenna e Bologna e nella punta estrema della Valle del Po, tra l’Appennino e l’Adriatico. Qui il suolo è ricco di fossili ed è costituito da una mistura di creta, sabbia, calcare e marna. Queste caratteristiche unite al clima concorrono a formare le qualità organolettiche tipiche del vino. L’Albana, nelle sue diverse tipologie è tutelato dalla Docg ed è stato il primo bianco italiano a ricevere tale prerogativa. L’uva è molto zuccherina, inoltre ha un’acidità piuttosto alta con elevate quantità di tannini nei semi e nelle bucce, pertanto si presta a vari tipi di vinificazione. Quattro le tipologie previste dal disciplinare di produzione: Secco, Amabile, Dolce e Passito. L’Albana Secco tende ad essere un bianco leggero e a volte brioso da bere molto giovane. Quello Amabile è fresco e molto fruttato, caratterizzato da residuo zuccherino che gli conferisce una vena dolce; quest’ultima peculiarità la troviamo accentuata nella versione che appunto viene chiamata Dolce. Il Passito di Albana si ottiene seguendo due diverse tecniche. Ci sono vignaioli che lasciano surmaturare le uve sulle viti, altri che raccolgono i grappoli e li mettono ad essiccare lentamente su stuoie e graticci in stanze ventilate.


 

Perfetto per il mare, unico con il formaggio di fossa

Tante varietà prevedono abbinamenti diversi. L’Albana Secco, è indicato per il pesce, in particolare per crostacei, zuppe e brodetti. Le proposte golose della cucina di mare, sposano all’Albana la parmigiana con il branzino, la pasta al forno con i calamari, i tortelli, i tortelloni e gli anoli ripieni di rombo, astice e triglie; ottimo il connubio con i gamberi alla ferrarese, il brodetto alla romagnola e le spanocchie ripiene ai ferri. Il delta del Po suggerisce guizzi creativi soprattutto con le ostriche di Goro. Il migliore abbinamento del Passito lo colgo con il classico Formaggio di Fossa.

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