Vertunno (Ritratto di Rodolfo II)
Ultimi giorni per una mostra dai grandi numeri
C’è tempo sino a domenica 22 maggio per ammirare le oltre trecento opere divise in nove sezioni della straordinaria mostra ARCIMBOLDO allestita dal 10 febbraio scorso al primo piano di Palazzo Reale a Milano. Curata da Sylvia Ferino, Direttrice della Pinacoteca del Kunshistorisches Museum di Vienna – che ha prestato il nucleo più corposo di opere -, la rassegna introduce il visitatore nella Milano cinquecentesca, in un percorso affascinante tra disegni, pittura e preziosi oggetti usciti dalle officine artigianali milanesi, all’epoca rinomatissime per la qualità e l’eccellenza dei propri manufatti artistici. Il principale obiettivo dell’esposizione milanese è stato quello di “restituire” Arcimboldo al suo contesto d’origine, per capire le ragioni della sua chiamata alla corte degli Asburgo, precisare le radici culturali delle sue teste composte, e approfondire infine il ruolo giocato dall’artista nello sviluppo dei generi della natura morta e delle “pitture ridicole”.
Girifalco in tre pose
Il meglio del repertorio d’artista
La mostra ha ricevuto il plauso della stampa italiana e internazionale che l’hanno riconosciuta come una delle mostre più importanti del 2011, classificandola tra gli eventi “da non perdere”. Profondo innovatore e poliedrico inventore di generi come il comico, il grottesco, il quotidiano, Arcimboldo è infatti artista “trasversale”, una dote confermata dai numeri dell’esposizione, che ha contato finora oltre 145.000 visitatori e si avvia dunque a superare le 150.000 unità. Dalle opere giovanili di Arcimboldo e dei suoi maestri alle splendide illustrazioni naturalistiche sino alle celeberrime Teste Composte di Arcimboldo (Stagioni ed Elementi), dipinte in più varianti a partire dal 1563, provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, dalla Real Academia de San Fernando di Madrid e dal Museo del Louvre. Dalla pittura ridicola, con disegni strepitosi di figure grottesche di Melzi, Campi, Procaccini alle feste di corte con una straordinaria raccolta di cinquanta bellissimi disegni di Arcimboldo provenienti dagli Uffizi, uno studio di Giulio Romano dal Louvre, e la cosiddetta “armatura milanese” forgiata dal famosissimo artefice milanese Giovanni Battista Serrabaglio per l’arciduca Ferdinando II del Tirolo.
Il bibliotecario
Il ritorno a Milano
Importante anche la sezione che testimonia il ritorno di Arcimboldo a Milano, con libricini e raccolte di poesia composti dagli amici poeti e letterati intorno alle pitture inviate a Rodolfo, fra le quali il celeberrimo Vertumno (Ritratto di Rodolfo II) del Castello di Skokloster alle straordinarie Teste reversibili con alcuni capolavori assoluti di Arcimboldo come L’ortolano, Le quattro stagioni in una testa, Testa reversibile con canestra di frutta, da cui Caravaggio avrebbe preso ispirazione per La canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana. Ultima citazione per i disegni grotteschi di Leonardo, accompagnati da disegni e dipinti di suoi seguaci come Della Porta, Luini, De Predis, Cesare da Sesto, Melzi, Lomazzo, Figino, e le arti suntuarie, con stupendi cammei, vasi, scudi, preziose armi e armature, tessuti raffinati, codici miniati, medaglie, sculture, tutte opere di artisti e artigiani milanesi. La mostra è visitabile sino a domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì e sabato apertura prolungata fino alle 22.30. (La biglietteria chiude un’ora prima)
www.mostrarcimboldo.it