Arneis, il gioiello Docg del Roero piemontese

Articolo 23 febbraio 2010

Un vino di armonie in una terra ancora selvaggia tra la provincia di Cuneo, Asti e Torino

Un bianco delicato con una nota di mandorla

Tra la provincia di Cuneo, Asti e Torino, si estende una zona collinare denominata Roero. Appartengono a quest’area ristretta poco più di venti comuni, con Canale capofila. Le Rocche aprono la terra in orridi e calanchi e rappresentano una sorprendente attrattiva per chi ama la natura ancora selvaggia. Il terreno è sabbioso, friabile e ben si presta alla vigna. Da questa terra nasce un bianco dai connotati particolari, d’un colore giallo paglierino, ricco di qualche sfumatura verde, accompagnato da un profumo delicato di fiori e di frutti e da un sapore armonico stemperato alla fine da una gradevole nota di mandorla: l’Arneis.


 

“…non fatemi andar via senza Arneis o Favoria”

Vitigno autoctono del Roero, trova la sua prima citazione nel 1478, in un documento in cui tra le proprietà del feudatario locale, si cita un vigna di moscatelli e di “renexi”. Nel 1700, la coltivazione era già piuttosto diffusa, ma essendo la preferenza di quei tempi orientata verso vini amabili, l’Arneis si consumava dolce. Inoltre, a quel tempo, era consuetudine dei vignaioli piantare viti di Arneis per avere un grappolo dolce in anticipo rispetto al nebbiolo, da consumare come uva da mensa. Era un vino che non si conservava a lungo e le ultime bottiglie si bevevano a Pasqua, quando seguendo il rituale pagano della “questua della uova”, di cascina in cascina le allegre brigate passavano cantando il ritornello “non fatemi andar via senza una bottiglia di Arneis o di Favoria”. Alla fine degli anni settanta il mercato ha lanciato la moda dei bianchi e la risposta del Roero è stata quella dell’Arneis, da poco Docg. Poche bottiglie, poi i reimpianti per una produzione che si aggira attualmente attorno ai quattro milioni di bottiglie.


 

In tavola con almeno sei antipasti!

In zona lo troverete abbinato alla sfilata di antipasti tipici. Mai meno di sei: si inizia dal prosciutto arrosto cotto al forno, per passare all’insalata di carne cruda battuta al coltello, ai peperoni arrosto ripieni, alla lingua in salsa verde di acciughe, alla foglia di cavolo farcita, ai fiori di zucchino ripieni, al filetto di tacchina marinato, all’insalata di cappone, per chiudere con l’insuperabile vitello tonnato… Con l’impiego di questo vitigno, in Langa nasce il Langhe doc Arneis che si discosta dal Roero Arneis Docg, non solo per le regole del disciplinare che ne tutela la produzione, ma soprattutto per una minore mineralità e minore intensità aromatica. Forse a volte ha più struttura, ma l’eleganza e la finezza sono un regalo che solo le arenarie del Roero sanno regalare a questo vino.

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