Caravaggio, I bari
Senza dubbi di attribuzione
Un evento di dimensioni europee. Un successo mai prima registrato in Italia per una mostra d'arte. Sono più di 5mila gli spettatori che ogni giorno scelgono di vedere il meglio di Caravaggio, raccolto e confezionato nelle Scuderie del Quirinale di Roma per il quattrocentesimo anniversario della sua morte. I tepori della primavera capitolina, la location d'eccezione, una esposizione mediatica senza sconti? Molti fattori concorrono a un exploit espositivo, ma questa volta a vincere è stata la scelta dei curatori, che hanno collezionato un "best of" che non ammette dubbi di attribuzione e si affida solo alla produzione certa e alla fama da art-rock star del maestro lombardo.
Caravaggio, Bacco
Il maestro dall’anima "pop"
Caravaggio non dipinse molto in vita, perché la vita prese spesso il sopravvento sull’arte. Nonostante ciò, nel corso dei secoli sono state attribuite a Michelangelo
Merisi molte opere. Per alcuni troppe, per altri semplicemente “dubbie”.
I ritratti popolari, i gesti plastici e le scene quotidiane animano i capolavori di Caravaggio e lo avvicinano da sempre al pubblico che in queste sale trova una carrellata di quadri straordinari, riflesso di tutta la tecnica, la visione e l’apporto innovativo di Michelangelo Merisi all’arte moderna. Il percorso espositivo distribuito su due piani è ispirato al confronto inedito tra opere e soggetti, in un allestimento (curato dal designer De Lucchi) che vuole esaltare la cifra stilista del Merisi, il rapporto teatrale tra la luce e il buio.
Caravaggio, San Giovanni Battista
Una carrellata di capolavori
Così, accanto al Ragazzo con canestra di frutta dalla Galleria Borghese si trova il Bacco degli Uffizi, a cui segue l’eccezionale presenza della Canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, mai prima uscita dalla sua sede storica. “Star” conosciutissime sono le due versioni della Cena in Emmaus, rispettivamente dalla National Gallery di Londra e dalla Pinacoteca di Brera, e i Musici dal Metropolitan Museum di New York, il Suonatore di liuto dall’Ermitage e l’Amore vincitore dalla Gemaldegalerie di Berlino. Tra le rarità si contano invece la Deposizione dai Musei Vaticani o l’Incoronazione di Spine dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, i Bari dal Kimbell Art Museum di Forth Worth e la straordinaria Annunciazione dal Museo di Nancy, restaurata per l’occasione.
In mostra fino al 13 giugno 2010
www.scuderiedelquirinale.it