Il teatro Caio Melisso di Spoleto
Altro che vuvuzelas… lo spettacolo è in Umbria
Opera, teatro, danza ma anche musica, arte e cinema. Spoleto non è Cape Town e l’Umbria non è il Sudafrica, ma il Festival dei 2Mondi di Spoleto può considerarsi un vero proprio campionato mondiale dell’arte. Certo, non ci sono le famigerate vuvuzelas (le trombe da stadio sudafricane) ad assordare performer e pubblico, ma il cartellone allestito per la 53sima edizione della rassegna spoletina alterna sui palcoscenici della cittadina umbra molte étoile di caratura internazionale. John Malkovich, in scena per la prima volta in Italia con The Infernal Comedy, e Fanny Ardant in Chants d’Est, sono solo i nomi più eclatanti, ma attesissimi anche riferimenti del panorama teatrale mondiale come Peter Brook, impegnato nella regia di Eleven and Twelve, e Robert Wilson che dirigerà il famoso Berliner Ensemble in Shakespeares Sonette, affidando le musiche al cantautore canadese Rufus Wainwright, in concerto-solo il 26 giugno.
Un momento di Chants d’Ests, con Fanny Ardant
Sipario il 18 giugno con l’inedito Gogo No Eiko
«Nell'età dell'incertezza per antonomasia, sempre nuova e multiforme, l'arte non può che essere il rispecchiamento di tale condizione ma è anche, insieme, il solo possibile tentativo di oltrepassarla, grazie alle virtù del pensiero e alla forza della bellezza: due prospettive, due vocazioni, che da sempre Spoleto e il suo Festival connettono». Con queste parole il direttore artistico Giorgio Ferrara ha spiegato lo spirito di questa edizione, che il 18 giugno apre con l’Opera inedita, da lui stesso diretta, Gogo No Eiko su libretto di Yukio Mishima e musiche di Hans Werner Henze. Uno sguardo verso Oriente che si approfondisce poi con Leonard Eto e il potere magico dei suoi tamburi giapponesi in Blendrum Taiko, ma anche con la tradizione delle marionette del Teatro Youkiza in Descendents of the Eunuch admiral.
Lar Lubovitch Dance Company in Dancing Jazz
Danza, bambini e l’ultimo atto in piazza del Duomo
Ma non solo musica... Il festival si muove anche a passo di danza con tre compagnie esclusive: la Lar Lubovitch Dance Company in Dancing Jazz, la Cedar Lake Contemporary Ballet e l’Hamburg Ballett, diretto da John Neumeier. E il ricco calendario non dimentica i bambini, cui sono dedicati gli spettacoli dell’Accademia Perduta di Claudio Casadio: I musicanti di Brema, La Bella e La Bestia e L’Orchetto. Saranno le note del tradizionale Concerto Finale in piazza del Duomo, quest’anno diretto dal giovane maestro venezuelano Diego Matheuz, a dare l’arrivederci alla 54sima edizione, nella serata conclusiva del 4 luglio.
Concerto conclusivo 2009 in piazza del Duomo
Spoleto, la “città teatro”
Nato nel 1958 dall’estro e dalla passione di Gian Carlo Menotti (scomparso nel 2007), il Festival dei 2Mondi (o Festival di Spoleto) è sicuramente uno dei più importanti e completi eventi italiani, creato sul proposito di gettare un ponte tra le espressioni artistiche di Europa e Stati Uniti d’America. Agli albori, fu lo stesso Menotti a girare la Penisola per trovare una cornice adatta a una kermesse multiculturale e cosmopolita, che dopo qualche ricerca venne affidata a Spoleto. Romana, medievale, rinascimentale, barocca e neoclassica, la città nella sua storia non ha mai smesso infatti di arricchirsi di spazi dedicati all’arte: l’Anfiteatro, fuori delle mura urbiche; il secondo anfiteatro, sul quale sorgerà il Complesso Agostiniano di S. Nicolò; il Teatro Romano e poi il Caio Melisso; il teatrino di legno, che nel ‘700 si allestiva a Piazza Campello e infine l’ottocentesco Teatro Nuovo. Una vera città-teatro, spettacolo nello spettacolo.
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