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4 Vele a Rocca San Giovanni (Ch)
L’Abruzzo è blu in 12 località regionali premiate con le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, la guida che segnala le 364 località costiere di mare che hanno scommesso sulla qualità a trecentosessanta gradi, coniugando l'offerta turistica al rispetto dell'ambiente. Ha conquistato quattro vele il comune di Rocca San Giovanni; tre vele per Lidi di Ortona, Pineto, Roseto degli Abruzzi, San Vito Chietino e Vasto; due vele per Alba Adriatica, Giulianova, Martinsicuro, Silvi, Torino di Sangro e Tortoreto. L'Abruzzo è inoltre una delle regioni in cui è più significativa la presenza di strutture ricettive aderenti all'etichetta ecologica (ecolabel) di Legambiente Turismo, (17 con oltre 4.206 posti letto).
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Sos Foci, 10 sulle 11 analizzate
Le minacce per il mare e i 125 chilometri di coste abruzzesi arrivano invece dalle foci di fiumi e corsi d'acqua minori, che rappresentano 11 su 11 dei punti critici rilevati dall'imbarcazione ambientalista. Sono risultate inquinate 10 foci sulle 11 analizzate. Nella fattispecie si tratta delle foci del fiume Saline, dei torrenti Calvano, Cerrano e Moro e di quelle dei fossi Buonanotte, Cintioni, Concio, Lebba, Riccio e San Lorenzo. Contaminata da inquinamento microbiologico, ma a un livello di guardia più contenuto, anche la foce del torrente Piomba.
Goletta al largo di Ortona/©Legambiente
Blitz "no oil" al largo di Ortona (Ch): “Uscire dal petrolio!”
Gli attivisti di Legambiente sono salpati dal porto di Ortona facendo rotta sul pozzo esplorativo della ditta inglese Mediterranean Oil and Gas. Arrivati a destinazione hanno simulato un incidente alla piattaforma con fuoriuscita di greggio in mare. Armati di fumogeni neri, maschere antigas e reti di contenimento hanno simulato anche un intervento per il contenimento e la bonifica di marine pollution. Non prima di aver srotolato dalla murata della Goletta Verde Catholica uno striscione con scritto a chiare lettere "Uscire dal petrolio". Un messaggio breve, ma efficace, per ribadire il deciso rifiuto alle concessioni per nuove piattaforme petrolifere offshore e alla dipendenza dalle fonti fossili. Un'azione simbolica con cui il veliero ambientalista ha acceso i riflettori su due dei principali pericoli che minacciano l'Abruzzo e tutto il Mediterraneo: le trivellazioni e il traffico di petroliere. Tutti settori ad alto rischio, che in caso di incidente provocherebbero uno sversamento di greggio/idrocarburi in mare.
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