Il Friuli incontra l’Europa al Trieste Film Festival

Articolo 17 gennaio 2011

Premi Oscar ed emergenti, nuove tendenze e territorio nella festa del cinema d’autore

Besa, di Srdan Karanovic /Alpe Adria Cinema
Besa, di Srdan Karanovic /Alpe Adria Cinema

Come la bora levantina…

“Besa”, pellicola del regista Serbo Sradan Karanovic, ha vinto il premio destinato al miglior lungometraggio del 22simo Trieste Film Festival. Nella sezione cortometraggi, il premio Mediterraneo cinema è andato a Der Kleine Nazi della tedesca Petra Lueschov; tra i documentari, il premio Alpe Adria Cinema è stato assegnati a Cinema Komunisto del serbo ila Turajlic. La bora ha spazzato Trieste nei giorni del festival che si è confermato appuntamento doc per un confronto con la creatività cinematografica europea. Lungometraggi, cortometraggi e documentari hanno dato vita alle tre sezioni principali in cui per la prima volta – dopo 22 edizioni – è stato anche il pubblico a decidere i vincitori 2011. Oscar Danis Tanović (che vinse la statuetta nel 2002 con No Man'S Land) ha inaugurato il festival, presentando il suo Cirkus Columbia, mentre “sipario” con l’ultimo lavoro del geniale regista georgiano Otar Iosseliani, Chanttrapas, presentato con successo all’ultimo festival di Cannes.


 
Miramare, di Michaela Müller/Alpe Adria Cinema
Miramare, di Michaela Müller/Alpe Adria Cinema

Premio Corso Salani

Tra le novità di questa edizione l'associazione Corso Salani ha deciso di istituire un premio intitolato alla memoria del cineasta prematuramente scomparso nel giugno scorso che più di ogni altro in questi anni ha saputo creare un cinema innovativo e indipendente, espressione autentica della passione per il viaggio in tutte le sue declinazioni (Da “Cono Sur”, al progetto “Confini d’Europa”, passando per “Palavras” e “Imatra”). All'interno della ventiduesima edizione del Trieste Film Festival, la giuria della prima edizione del Premio Corso Salani composta da Luciano Barisone, Daniele Gaglianone, Malgorzata Orkiszewska Salani, Andres Pfaeffli e Monica Rametta assegna il Premio di 10.000 euro riservato a un work in progress italiano a Lasciando la Baia del Re, di Claudia Cipriani; Manga Kissa di Titta Raccagni;Portraits de Villes - Milano Porta Venezia di Gabriele di Munzio; Sessioni di Primavera – Antigone di Andrea Caccia.


 
322 (1969), di Dusan Hanak/AlpeAdriaCinema
322 (1969), di Dusan Hanak/AlpeAdriaCinema

Retrospettive e omaggi

Dušan Hanák, classe 1938, regista, sceneggiatore, fotografo, è una delle più importanti e rilevanti personalità della cinematografia slovacca e della "nova vlnà". Il Trieste Film Festival, con l'approfondimento dedicato al suo “cinema vero”, ne ha valorizzato il talento con la proiezione di 4 lungometraggi; nel '99 Hanák, le cui opere sono state a lungo ostracizzate dal regime, ha pubblicato un libro di memorie e di fotografie, e sta lavorando ad un altro libro. Dal 1991 insegna presso la Facoltà di Cinema e della Televisione presso l’Accademia d’Arte dello Spettacolo di Bratislava. L'omaggio a Dušan Hanák è stato invece realizzato in collaborazione con l'Istituto di Cinema Slovacco. Fabrizio Grosoli ha curato la retrospettiva su Sergej Loznitsa. Celebrato al festival di Cannes 2010 per Sčasťje Moje (La Mia Felicità/My Joy), il regista si è imposto fin dalla fine degli anni ‘90 come un grande documentarista, anche se i suoi lavori sono ancora poco conosciuti.


 
Sconfinato, di Ivan Bormann /Alpe Adria Cinema
Sconfinato, di Ivan Bormann /Alpe Adria Cinema

Lo Schermo Triestino e Zone di cinema

Riscontri positivi ha ottenuto il progetto curato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste, la nuova puntata (cinque in tutto) del progetto “Lo schermo triestino” che ha scelto, per rappresentare il proprio senso del cinema, quattro film di culto. Una sorta di anticipazione di un omaggio che avrà una seconda tappa - a marzo - con la pubblicazione del libro su Cosulich curato da Elisa Grando. Uno dei quattro film in programma (Lady Windermere’s Fan/Il Ventaglio di Lady Windermere) è stato presentato nella versione integrale, recuperata dalla preziosa Cineteca del Friuli che l'ha di recente acquisita dal MoMa di New York. A completare l’edizione 2011 la sezione destinata ad ospitare i più interessanti esempi della produzione cinematografica strettamente collegata al territorio, e che - con il sostegno della Provincia di Trieste – ha attribuito il Premio Zone di Cinema al film italiano "Sconfinato. Storia di Emilio" di Ivan Bormann.

Tutti i vincitori e la cronaca del festival su  www.triestefilmfestival.it

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