La ricostruzione della Chiesa Madre di San Biagio
La Festa degli Archi
Legata ai riti della Settimana Santa, si svolge a San Biagio Platani, a circa 40 chilometri da Agrigento, nell’entroterra montuoso che dalla valle del fiume Platani sale verso i Monti Sicani. La manifestazione ha avuto origine nel 1700 e festeggia il trionfo del Cristo sulla morte con la rappresentazione dell’abbraccio della Madonna con il Figlio risorto, in un incontro che avviene nel giorno di Pasqua davanti al Sagrato della Chiesa Madre. Per l’occasione l’intero paese di San Biagio Platani si trasforma, sulla via principale sono allestite alte strutture che simulano la facciata, la navata e l’abside di una chiesa e sono innalzati gli archi sotto i quali avviene l’incontro sacro. Le architetture sono realizzate con sottili canne di fiume o con flessibili rami di salice, intrecci complessi che formano colonne, campanili, rosoni e che sono poi ulteriormente decorati con episodi della Via Crucis e della Resurrezione, decorazioni che cambiano e si rinnovano ogni anno.
Un lampadario sopra le vie della cittadina
Addobbi secondo natura
Oltre alla strada principale del paese anche tutte le vie adiacenti sono abbellite con lampadari, alberi, fontane, cesti, mosaici creati e abbelliti esclusivamente con materiali naturali come giunchi, salice, asparago, alloro, rosmarino, cereali, datteri e con il pane, elemento dal forte valore simbolico. Tutti gli addobbi sono fatti a mano e sono realizzati della confraternita di Madunnara e da quella di Signurara e tutto il paese è coinvolto nella preparazione dell’evento in una competizione appassionata e pacifica che termina con gli allestimenti nella notte del sabato pasquale, poi le opere rimarranno esposte nelle strade del paese per i successivi 40 giorni
L'eremo di Santa Rosalia
L’Eremo di Santa Rosalia
A circa 25 chilometri da San Biagio e raggiungibile con mezz’ora di automobile, merita una visita l’Eremo di Santa Rosalia, costruito a partire dalla seconda metà del XVII secolo intorno alla grotta dove cinque secoli prima la Santa visse da eremita. Il luogo, scelto da Andrea Camilleri come scenario del racconto “Le pecore ed il Pastore”, si può conoscere anche attraverso un percorso guidato che consente di apprezzare la spiritualità dei luoghi. Il sito è nel bosco della Quisquina, a 1000 m di altitudine, ed è rimasto abitato fino agli inizi del Novecento da una congregazione di eremiti di cui si possono ammirare perfettamente conservate e intatte le celle, le cucine, i magazzini, la cripta ed anche la stanza del principe. Un consiglio per un soggiorno è nel comune di Samt’Angelo Muxaro, che ospita le residenze dell’albergo diffuso Val di Kam.