Vigneti in Alto Adige /©kividesign-DonneInVigna
Una volta il Lagrein…
…era solo un gregario che veniva usato quasi esclusivamente per le sue doti “coloranti”. Ora è fra i più stimati vini del Trentino-Alto Adige e rivaleggia gagliardamente con gli altri protagonisti della regione. Come tutti i vitigni autoctoni, il Lagrein ha gli occhi puntati addosso, grazie al fatto che dona ai vini un colore scuro e fitto, ma grazie soprattutto al robusto contenuto “primario” di frutta che contraddistingue la sua personalità. Molti ritengono che il nome possa derivare da Val Lagarina. L’ipotesi è retta dal fatto che vi sono testimonianze risalenti al XVI secolo che raccontano dell'esistenza di questo vitigno a bacca nera in Alto Adige, diffuso particolarmente nella valle citata. Molti studiosi propendono verso un’altra interpretazione, secondo la quale il nome Lagrein deriva da Lagara, colonia della Magna Grecia famosa per il vino Lagaritanos.
Uva di Lagrein a grappolo corto
A grappolo corto e a grappolo lungo
Di questo vitigno sono conosciuti due biotipi, che si distinguono per la diversa forma e dimensione del grappolo: il Lagrein a grappolo corto e il Lagrein a grappolo lungo, ed entrambi presentano caratteristiche organolettiche diverse. Bisogna sottolineare che l'uva si presta sia alla vinificazione in rosato (kretzer), sia in rosso (dunkel), dando luogo a due diversi prodotti: il primo più fresco e immediato, l'altro decisamente più robusto e strutturato. Il vitigno, diffuso soprattutto nella piana di Gries, nella provincia di Bolzano, ha trovato anche nel territorio trentino, in particolare nelle zone di S. Michele all’Adige, a Mezzocorona e a Mezzolombardo terreni ottimali. Il fattore territorio dà personalità decisiva al vino e, a questo proposito, vale la pena ricordare che sebbene il Lagrein trovi la sua area di elezione nei dintorni di Bolzano, non si può dire in assoluto che le sue migliori espressioni vengano sempre da quella zona. Infatti esiste un’estroversa e poliedrica espressione di frutto anche in altri territori.
Rosato, rosso o invecchiato accompagna la cucina regionale
Il comune denominatore del Lagrein è comunque rappresentato da un naso sufficientemente ricco di sensazioni floreali e penetranti, che trascina la beva senza pause lasciando al palato delicate sensazioni di frutto di rovo. Il Lagrein rosato (kretzer) è vino da tuttopasto che accompagna ottimamente le specialità altoatesine: dallo speck alla capra in salsa al vino, alla trota affumicata con il cren (radice di rafano grattugiata molto piccante mista a panna), ai canederli (polpettine di pane raffermo e speck) cotti in brodo, alla minestra di trippe alla trentina, ai funghi trifolati. Il Lagrein vinificato in rosso mi piace unirlo ai ravioli in salsa d’anatra, agli “spätzle”, ovvero gli gnocchetti tipici che si fanno in Alto Adige, conditi con sugo di pancetta, panna ed erba cipollina. Il Lagrein invecchiato è sontuoso compagno della selvaggina e delle carni rosse brasate.