Lambrusco, bello d’estate

Articolo 31 agosto 2011

Altro che vino-coca cola, l’originale è made in Modena, Parma e Reggio Emilia

La vendemmia /©ConsorzioLambruschiModenesi
La vendemmia /©ConsorzioLambruschiModenesi

Contrariamente a quello che si pensa…

…il Lambrusco è un gran bel vino prodotto per la maggior parte nelle province di Modena e Reggio Emilia, e, in piccole quantità, in provincia di Parma. Esportato in tutto il mondo, il Lambrusco nasce da una famiglia di viti, le più importanti delle quali sono il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino (così chiamato perché localmente dicono che i suoi grappoli assomigliano a salamini) e il Lambrusco Grasparossa (dal graspo che ha nuance rossastre). I Romani chiamavano le viti selvatiche che crescevano ai margini (labrum) dei campi coltivati (bruscum) vitis labrusca, ovvero vite che cresce spontanea ai margini dei coltivi. Il primo a notare differenze nelle varie tipologie dei Lambrusco fu, nel 1500, Andrea Bacci. Nel De Naturali Vinorum Historia, uno dei trattati più importanti sui vini italiani ed europei, egli afferma che... “sulle colline di Modena vengono coltivate viti di Lambrusco i cui grappoli producono vini speziati e fragranti, che fanno schiuma deliziosa quando vengono versati nel bicchiere...”.


 
Uva di lambrusco prima della raccolta
Uva di lambrusco prima della raccolta

Sorbara, Salamino e Grasparossa

Ed è tuttora questa la caratteristica che nell’immaginario collettivo definisce i Lambrusco, che si presentano freschi e contrappuntati da decisa acidità. Gli aromi sono sempre ampi e fruttati e possono ricordare la fragola, il lampone e le bacche selvatiche. Delle tre tipologie, il Lambrusco di Sorbara produce un vino più leggero e molto gustoso, con dolci sfumature di succo di lampone. Nel naso si possono scoprire le viole e sul palato richiami di fragole e amarene. Il Lambrusco Salamino ha invece colore più scuro, quasi porpora opaco, con vivace schiuma viola, aromi di frutta selvatica e corpo medio. Il Lambrusco Grasparossa ha note che richiamano il rubino e la schiuma si fa color ciliegia. Con ciascuno di questi tre vitigni si possono elaborare vini in purezza, ma spesso le tre varietà vengono mescolate tra di loro oppure con altre sottovarietà. Per ognuno dei tre vini esistono le versioni rossa e rosè e tutti possono essere interpretati secchi, amabili e spumantizzati. Verso la metà degli anni ’90 i produttori sono ritornati alla vera origine del vino, interrompendo del tutto l’immagine di vino-cocacola che si era fatto negli Stati Uniti. I Lambrusco attuali sono vini quasi sempre secchi, ben strutturati che non rinunciano alla loro tipicità, proprio per questo sposano in modo ideale la cucina emiliano-romagnola, i salumi e in assoluto la mortadella.


 
Un piatto tipico di mortadella
Un piatto tipico di mortadella

A tavola con l’Emilia Romagna

La decisa acidità e il sapido fruttato dei Lambrusco secchi fanno di questo vino il partner ideale dei celeberrimi anolini, delle pappardelle al forno, delle tagliatelle al prosciutto, dello zampone con le lenticchie, dei ciccioli, del polpettone di tacchino, del foiolo di trippe, delle salsicce. Le versioni più leggere amano l’anguilla grassa e ricca di sapori, ma arrivano ad accarezzare, quando sono freschi e fragranti, anche certe preparazione di pesce, come i calamari e le sarde ripiene e le cozze gratinate...
Le versioni più strutturate e secche sposano la carne suina cotta con le bacche di ginepro e l’agnello arrosto dell’Appennino tosco-emiliano. La gradevole vivacità delle versioni amabili e degli spumanti dolci, serviti freschissimi eccellono sulla pasticceria da forno, tra cui il bensone, il famoso dolce modenese di pasta lievitata ricoperto di granella di zucchero, la torta Barozzi e la torta di riso, tipica di Bologna.

Commenti degli utenti

clicca sull’icona per leggere
le opinioni degli utenti
primavera
estate
autunno
inverno
radici antiche
campagne & colli
gastronomia & vini
nel nord-ovest
nel centro

Contenuti turistici correlati

Itinerario

Modena e le valli del Frignano

Modena è il punto di riferimento della scoperta di un tratto d'Appennino ricco di attrattive tra natura, cultura e sport. L'itinerario ha un prologo a Castelfranco Emilia, poco distante dal...

Itinerario

Reggio Emilia: dalle colline all’Appennino

«In medio stat virtus», il celebre detto calza a pennello per Reggio Emilia: da una lato Parma, dall’altro Modena; con la prima condivide il Parmigiano-Reggiano; con la seconda, Lambrusco e aceto...

Itinerario

Le colline tra Parma e Reggio

Correndo sull’autostrada, il profilo dell’Appennino che si scorge all’orizzonte è riferimento visivo che spezza la monotonia della Pianura padana. La colonna dorsale della penisola ha, laggiù in...

Regione

Emilia-Romagna

Sesta regione per estensione, occupa un po' più della tredicesima parte del territorio nazionale. Si stende a sud del Po, fino al crinale dell'Appennino e sulla costa adriatica fino a Cattolica....

Località

Parma

Parma è una vera minera di spunti per l'appassionato d'arte e buon gusto, si pensi solo agli affreschi del Correggio nel Duomo e nella Camera di San Paolo, lasciando sullo sfondo gli straordinari...

Località

Modena

La linea generatrice della città è la Via Emilia, che rimanda alla sua fondazione come colonia romana e innerva il tessuto stradale del centro storico. In posizione mediana si apre la piazza...

Località

Reggio nell´Emilia

La pianta cittadina è disegnata dall’esagono delle scomparse mura, dalla Via Emilia, che lo divide equamente, e dalla linea sinuosa del corso Garibaldi, tracciato sull’antico alveo del Crostolo....