Fontana del Moro/©Archiviofestivalfilmroma
Hollywood sul Tevere, cinquant’anni dopo
La fontana di Trevi e la Dolce Vita, via Margutta e Vacanze Romane, Pasolini e il Testaccio e il Trastevere di Mamma Roma. Era l’Italia del boom e i Sette colli erano un po’ Hollywood. Dal 28 ottobre al 5 novembre la Capitale torna sul tappeto rosso con il Festival Internazionale del film di Roma. Giovane e già grande, la kermesse che è soltanto alla sua quinta edizione ha attirato in quattro anni due milioni di visitatori e si ripresenta con un programma che concilia vocazione popolare e qualità della proposta culturale. Film, incontri, installazioni, mostre, omaggi animeranno il cuore dell’evento, l’Auditorium Parco della Musica, il complesso architettonico firmato da Renzo Piano accanto al quale sorgerà il Villaggio del Cinema, un complesso di oltre 6.000 mq, costituito da tensostrutture, padiglioni e stand per spettacoli e accoglienza dei visitatori.
Wiest, Kidman, Eckhart in Rabbit Hole/©JoJoWilden
Servillo, Golino e la Kidman in gara per il “Marco Aurelio”
A contendersi il “Marco Aurelio” (a cui si aggiunge quest’anno un Marco Aurelio Esordienti) sedici pellicole, di cui quattro italiane: Una vita tranquilla di Claudio Cupellini con Toni Servillo, Io sono con te di Guido Chiesa, La scuola è finita di Valerio Jalongo con Valeria Golino, Gangor di Italo Spinelli. E in programma prevede anche produzioni internazionali, come i due film americani Last Night di Massy Tadjedin con Keira Knightley, Sam Worthington, Eva Mendes e Rabbit Hole di John Cameron Mitchell con l’attesa per il debutto di Nicole Kidman nella veste di produttrice. Sergio Castellitto guiderà la giuria di critici, affiancato tra gli altri da star come Patrick McGrath, autore di best seller come “Follia” e “Spider”, ed Edgar Reitz, che ha firmato la saga tedesca Heimat.
L’omaggio a Ugo Tognazzi
Arte Visiva, letteratura, televisione e nuove tecnologie si tradurranno in eventi trasversali al concorso, come gli incontri con Ennio Morricone e Andrea Camilleri e le quattro esposizioni in programma al Macro, Museo d'Arte Contemporanea di Roma, che ha allestito un viaggio visivo attraverso immagini, luoghi, linguaggi, protagonisti e culture che hanno percorso Roma negli anni 60 e 70. E spazio alla memoria nell’omaggio a Ugo Tognazzi. A 20 anni dalla scomparsa, il Festival ricorda uno dei maggior attori italiani del ‘900 con la proiezione in anteprima del documentario Ritratto di mio padre, firmato dalla figlia Maria Sole.
©Archiviofestivalfilmroma
“Lunga e dolce vita al Grande Cinema”
In occasione del cinquantenario de La Dolce Vita, il Festival celebra il capolavoro felliniano, simbolo di un’epoca significativa nella storia politica, culturale, sociale del nostro Novecento. Alla proiezione-evento dell’opera restaurata dalla Cineteca di Bologna si aggiungeranno così ben tre mostre: “Labirinto Fellini”, con materiali, fotografie, spezzoni, disegni dell’opera del maestro riminese; “1960. Il mondo ai tempi de La dolce vita”, un racconto per immagini e articoli di giornali relativi all’anno d’oro del cinema italiano; e “La Dolce Vita 1950-1960. Stars and Celebrities in the Italian Fifties”, con immagini, per lo più inedite, provenienti dall’Archivio Storico Luce e dai rotocalchi degli anni 50.
www.romacinemafest.it