Un vigneto di Marsala
Un vino dai mille volti
Vino sferico e poliedrico, il Marsala è tutelato dalla Doc dal 1984. La sua area di produzione è la provincia di Trapani. Il Marsala non è un vino da pasto, ma un grande vino da bere come aperitivo, oppure a fine convivio con i formaggi piccanti e con il dessert, eccelle addirittura come vino da meditazione. Inoltre il Marsala si usa in mille ricette e, nella migliore pasticceria italiana, la sua presenza diventa spesso indispensabile. Tanti sono i volti e tante le tipologie di questo vino, che potrete trovarlo di colore giallo o ambrato, ma anche di un rosso intenso. Fondamentale per la sua riuscita è l’invecchiamento che avviene in botti di rovere, disposte una sull’altra. Questo perché ogni anno, dalla botte più piccola posta in alto si preleva il vino per rabboccare quelle sottostanti, prima di procedere all’imbottigliamento.
Una sfilata di dolci siciliani
Re anche in pasticceria
Il Marsala, tanto rosso quanto bianco, in base alla presenza di zuccheri, si distingue in dolce, semisecco e secco, inoltre, a seconda dell’invecchiamento, può essere definito fine, superiore e riserva. Il livello più alto della gamma è raggiunto dal Marsala Vergine, detto anche Soleras. I vitigni con cui è fatto sono millenari e vennero introdotti in Sicilia dai Fenici e dai Greci. I loro nomi evocano storie antiche. Al Marsala oro e ambra concorrono le uve dei vitigni autoctoni Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino, mentre per il Marsala Ruby, le uve del Pignatello, del Nero d’Avola e del Nerello Mascalese. In Italia ogni vino sembra nato per soddisfare le ricette tipiche della gastronomia del territorio. Trapani con la frutta martorana, abbina il Marsala Ruby. Paradisiaco il Marsala oro con il cannolo siciliano ripieno di ricotta, scaglie di cioccolato fondente e frutta candita.