La rocca dei Rettori, sede della Provincia di Bn
Campania Felix, come la chiamavano gli antichi Romani
È una delle regioni più antiche d'Italia dal punto di vista vitivinicolo. Da oltre 2000 anni i vini del Sannio, di Napoli e di Pompei erano “esportati” nell’Urbe e spesso li ritroviamo citati ed elogiati negli scritti di Plinio, Ovidio, Orazio, che ne esaltavano le qualità. I nomi ricorrenti erano il Falerno, l’Ellenico e il Cecubo. Ma la Campania non è solo storia, in particolar modo nella provincia di Benevento, dove le colline sono ancora oggi trapuntate di vitigni autoctoni; piccoli appezzamenti di terra, coltivati con l'amore sapiente di chi, con la terra, ha da sempre un rapporto diretto. E grazie a questo amore, questa tradizione, questa terra, i vitigni sono ancora oggi quelli di una volta: l’Aglianico, qui chiamato ancora come un tempo Ellenico, la Falanghina, il Coda di Volpe e il Greco. Il Beneventano e soprattutto il Sannio, in effetti, sono terre dal fascino misurato, ricche di storia e tradizioni e se i vini di queste aree erano conosciuti ed apprezzati fin dai tempi dell’antica Roma, nella loro storia millenaria hanno sempre allietato le mense dei governanti, dai Longobardi ai Pontefici, fino ai Borboni.
Viti di Aglianico
Aglianico del Taburno Doc, l’eccellenza è beneventana
Oggi il settore vitivinicolo rappresenta nell’economia provinciale un comparto di grande importanza sia per estensione della coltura della vite che per la tipicità e qualità dei suoi prodotti. Il patrimonio vitivinicolo della provincia di Benevento rappresenta infatti il 40% dell’intero patrimonio regionale. Per la tutela e valorizzazione della produzione vinicola la Camera di Commercio, in collaborazione con le organizzazioni agricole e con gli organismi economici dei produttori ha svolto un forte ruolo di sostegno. Tra le chicche dell’area sicuramente l’Aglianico del Taburno. Anticamente denominato Vitis Hellenica, l'Aglianico è sicuramente il vitigno a bacca rossa più diffuso in Campania e dal quale prendono corpo i migliori vini rossi prodotti. Uno dei più pregiati di questi è sicuramente l'Aglianico del Taburno Doc che grazie alle ottime condizioni ambientali e alla diffusa tradizione vinicola del territorio si distingue per la sua raffinatezza e la sua tipicità. Prodotto in un’area completamente immersa nella provincia di Benevento, situata alle pendici del Monte Taburno ad una altezza tra i 400 m. ed i 600 m. slm, questo Aglianico è di colore rosso rubino intenso, dal profumo molto persistente con sentore di frutti di bosco; il suo sapore è robusto, asciutto, con il retrogusto tipico lievemente tannico per durare nel tempo. Invecchia per almeno due anni di cui 6/9 mesi in botti di rovere.
Tradizionali costine di agnello al forno
L’ideale con i piatti “campani doc”
Va provato su alcuni piatti tipici della cucina locale, infatti lo consiglio con l’agnello al forno o le braciole al ragù, ma anche con le tipiche salsicce e friarelli o con gli impareggiabili abbuoti o mugliatielli che sono involtini di budella di agnello. Non dimentichiamo poi che oltre alle varie declinazioni dell’Aglianico che si veste nella provincia delle Doc Guardiolo, Sannio, Solopaca, Sant’Agata dei Goti e dell’Igt Beneventano, altri vitigni antichi e tipici dell’area regalano sorprese inaspettate, come le versioni del Barbera, sì del Barbera!!!, che nel Sannio trova espressioni autoctone intriganti e complesse… il Piedirosso e lo Sciascinoso. Poi tra i vitigni a bacca bianca ottimi la Falangina, il Greco e il Coda di volpe.