Schiele e il suo tempo

Articolo 09 marzo 2010

La Vienna del primo Novecento a Palazzo Reale di Milano. In mostra 40 capolavori dell'artista e altrettante opere dei suoi contemporanei Klimt, Kokoschka, Gerstel e Moser. Fino al 6 giugno

Schiele - Autoritratto con alchechengi, 1912
Schiele - Autoritratto con alchechengi, 1912

"Il pittore può anche guardare. Ma vedere è qualcosa di più”.

Egon Schiele si riferiva così alla "Figura d’Artista" e le sue parole sembrano un invito postumo a non proteggersi dalle provocazioni della sua arte: tragica, asciutta, lirica. In collaborazione con il Leopold Museum di Vienna e curata dal suo direttore, Rudolf Leopold, la mostra-evento della primavera milanese vuole ricostruire attorno al tormentato percorso biografico e figurativo di Egon Schiele la scena culturale viennese dei primi anni del ‘900, tra Secessione, Espressionismo, eros e psicologia. 


 
Schiele - Fiori stilizzati su fondo decorativo, 1908
Schiele - Fiori stilizzati su fondo decorativo, 1908

Vienna capitale d'Europa

Quaranta tra le principali opere del pittore austriaco, e altrettanti capolavori dei suoi contemporanei Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser sono accostati, in un allestimento ambizioso volto a ricreare l’atmosfera culturale di una capitale che da centro della Mitteleuropa avrebbe sofferto per prima la decadenza di un'Europa in guerra. Così, la Vienna di Freud, Mahler e Schoenberg (foto e inserti musicali scandiscono la visita) si racconta sala dopo sala nelle forme ardenti e dolorose della Donna inginocchiata con abito rosso-arancione (1910), nella figura de La danzatrice Moa (1911), nell’Autoritratto con alchechengi (1912) o sulle Case con biancheria colorata (periferia) (1914); o in altri capolavori espressionisti come la Venere nella Grotta (1914) o nell’Autoritratto con mano sul viso (1918-19).


 
Schiele - Donna distesa con giarrettiere rosse, 1913
Schiele - Donna distesa con giarrettiere rosse, 1913

Alla ricerca della "verità interiore"

Ma non si può limitare l’opera di Schiele a confini di tempo e di spazio. Malinconia, solitudine, disperazione, mistero della sessualità e della morte sono infatti i temi universali che legano la breve vita dell’artista di Tulln (che insieme alla moglie scompare a soli 28 anni per un’epidemia di influenza “spagnola”) ai suoi lavori. Abbandonata la prospettiva, Schiele mette al centro la figura umana e attraverso l’indagine del corpo cerca senza pudori la “verità interiore”.

www.mostraschiele.it


 

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