Affacciata su largo Madonna delle Grazie, la chiesa fu fondata nel 1412, ma ricostruita nel 1516-35, probabilmente su disegno di Giovanni Francesco Di Palma (suo il portale), e rinnovata al principio del '700.L'interno, più volte devastato dai ladri, è a croce latina, a una navata fiancheggiata da cappelle ornate da archi scolpiti* di gusto rinascimentale. Ai lati dell'ingresso, sepolcri del giureconsulto Fabrizio Brancaccio, con le figure allegoriche della Giustizia e della Prudenza, e di sua madre Giovanna Scorziata, opera di Girolamo D'Auria e Salvatore Caccavello (c. 1576). Nella 5ª cappella d., affreschi con storie della vita di Maria di Nicola Vaccaro (1684). Transetto destro: alla parete d., S. Antonio di Padova, affresco attribuito ad Andrea da Salerno. Nella cappella di S. Onofrio, a d. del presbiterio: a d., elegante *sepolcro di Giovannello de Cuncto e Lucrezia Filangieri di Candida di Giovan Tommaso Malvito (1517-19), autore anche dell'architettura della cappella e degli angeli nella nicchia sull'altare. Nel presbiterio, affrescato come il transetto da G.B. Beinaschi, sulle porte di accesso al coro, statue di S. Gerolamo e del beato Pietro da Pisa di Lorenzo Vaccaro; alla parete di fondo, Crocifissione, affresco del sec. XVI. Dalla cappella a sin. del presbiterio, per il portale a sin., si entra nella sagrestia, fino al 1980 fra le più interessanti della città, con miseri resti dei bellissimi armadi di Martino Migliore (seconda metà sec. XVI), affreschi del Beinaschi e *statua della Madonna di Giovanni da Nola. Nel transetto sin., nella cona dell'altare, Annunciazione attribuita a Giovanni Antonio Tenerello. Nella 6ª cappella sin., rilievo con l'*Incredulità di S. Tommaso di Girolamo Santacroce. Nella 1ª: *Deposizione, rilievo di Giovanni da Nola, a d. sepolcro di Galeazzo Giustiniani (metà sec. XVI).Accanto alla chiesa è l'oratorio della Confraternita di S. Omobono, che appartenne all'arte dei sarti; all'altare era il polittico con i Ss. Michele, Giovanni Battista e Omobono (nella lunetta, Crocifissione), di maestro napoletano della fine del '400, ora a Capodimonte.