Fu una delle quattro parrocchie maggiori istituite a metà sec. V dal vescovo Sotero, demolita e completamente ricostruita poco distante dai Teatini su disegno di Francesco Grimaldi (1610-1649). L’interno, vasto e armonioso, a croce latina e a una navata con cappelle, è rivestito di stucchi dorati che inquadrano un ciclo di *affreschi di Giovanni Lanfranco (1638-46), tra i suoi massimi capolavori; si articolano sulla controfacciata, ai lati del finestrone, nella volta della navata e del transetto, nei pennacchi della cupola e nella volta dell’abside. Nella 2ª cappella d., dedicata a S. Ivo, a sin., *tomba di Vincenzo Ippolito di Giuseppe Sanmartino (1776). Si notino, nella cupola, il *Paradiso di G.B. Beinaschi (1680) e gli stucchi coevi su disegno di Dionisio Lazzari. Alle pareti, *tele di Luca Giordano: Natività di Maria, Natività di Gesù, Presentazione al tempio, Sogno di Giuseppe (c. 1692). Nel presbiterio, due *candelabri fusi (1653) dal teatino Giovanni Antonio Bertolino da Firenze, su modelli di Andrea Bolgi, autore anche di due angeli reggilampada in bronzo. Nel transetto sin., *altare Filomarino, in marmo bianco, eseguito in gran parte a Roma a partire dal 1638 c. e finito a Napoli nel 1646-47, su disegno di Francesco Borromini (unica sua opera in Napoli), reca sculture di Andrea Bolgi, Giuliano Finelli, François Duquesnoy.