Un
atrio, chiuso tra ambienti un tempo di servizio (uno di questi è destinato alla
Mostra permanente «Joe Petrosino», poliziotto italoamericano originario di Padula e assassinato nel 1906 a Palermo), precede la
facciata barocca (1718-23), subito oltre la quale si apre il
chiostro (1561). Un portale rinascimentale - la porta lignea è trecentesca - segna l'accesso alla
chiesa, dalla struttura trecentesca, dove spiccano gli altari dalle decorazioni policrome e i cori* intarsiati di inizio '500; nella retrostante
sagrestia, ciborio in bronzo di Jacopo del Duca (sec. XVI). Tra gli ambienti che si dispongono attorno al
cimitero antico, trasformato in chiostro nel sec. XVIII, una cappella accoglie la tomba cinquecentesca del fondatore della certosa, mentre le
cucine conservano parte dell'arredo del '700 e brani di affreschi del più antico refettorio. Poco oltre il chiostro si apre a sinistra il seicentesco
chiostro dei Procuratori, circondato da ambienti in parte occupati dal
Museo archeologico della Lucania occidentale, con reperti da tombe di Sala Consilina e Padula. Lasciata a sinistra una scala in pietra che sale alla
biblioteca (belli il pavimento a maioliche e il soffitto ligneo settecentesco), si perviene al
chiostro grande, ampio m² 12mila, iniziato nel '600 e ultimato alla fine del secolo successivo: una balaustra in marmo segnala a destra il
cimitero dei monaci, mentre i vani che affacciano sullo spazio verde sono i
quartieri dei Certosini, composti da più ambienti e da un piccolo giardino. Conclude il complesso uno scenografico
scalone* ellittico a due rampe (1761-63), ricavato in una torre ottagona: vista*; la sottostante
galleria, un tempo passeggiata coperta, è oggi adibita a esposizioni temporanee e a un piccolo
Museo con dipinti, sculture e oggetti vari rinvenuti nel corso dei lavori di restauro.