Preceduta da un ampio sagrato, la chiesa dei Francescani fu eretta tra il 1236 e il 1263, restaurata alla fine dell'800 e ricostruita nel dopoguerra. Custodisce un’interessante *ancona marmorea gotica. La facciata, dalle forme ancora romaniche (compiuta verso il 1250), è monocuspidata e tripartita da lesene. Il portale maggiore è preceduto da un protiro; dal fianco sinistro sporge la cappella di S. Bernardino (XV sec.), di gusto tardogotico. Il campanile più basso è del 1260; l'altro, opera di Antonio di Vincenzo, del 1402 circa. Interno con pianta a tre navate divise da pilastri ottagonali, presenta chiari influssi del gotico francese: nello spazioso presbiterio, sull'altare maggiore, elegantissima ancona* marmorea gotica di Pier Paolo dalle Masegne e aiuti (1392). Nelle formelle della predella, fatti della vita di S. Francesco; nel primo ordine, Incoronazione della Madonna e otto santi a figura intera; nel secondo ordine, Padre Eterno e otto busti di santi; nell'edicola, Madonna col Bambino di Carlo Chelli (1844), eseguita in scagliola in sostituzione di quella lignea apposta nel 1603; sull'alto pinnacolo, Crocifissione (in scagliola); sui pinnacoli più bassi, otto busti di profeti; sopra i due pilastri laterali (adorni di piccole figure di santi), nelle edicole, l'Annunciata e Gabriele, e sui pinnacoli, due angeli con tromba.Lungo le pareti numerosi sepolcri rinascimentali, tra i quali, nel peribolo che cinge il presbiterio (6ª cappella), le tombe Albergati (quella di sinistra è di Francesco Ferrucci, sec. XV) e, nella navata sinistra, la tomba di Alessandro V, di Nicolò Lamberti (1424) e Sperandio di Bartolomeo (1482). La sagrestia, della fine del sec. XIV, è opera di Antonio di Vincenzo. Nel convento, in cui nel '200 si riuniva la Universitas Artistarum, si trovano il chiostro dei Morti (vista dei due campanili), della fine del sec. XIV, restaurato, con tombe di rettori dello Studio, e il chiostro grande, a doppio loggiato (1460-1571).