Di fondazione romanica (la più antica notizia è del 1137), ma radicalmente modificata nel sec. XIII, quando venne allungata con un vestibolo che abbraccia le tre navate. Sorge sulla piazza principale, forse sul sito di un tempio di Giove, come testimonierebbe un'iscrizione trovata nel corso di restauri nel 1938, in cui è citata anche la famiglia dei Betileni. La facciata, a capanna, è adorna di tre portali (nelle lunette, affreschi del '400) e di una grande *rosa, singolare per le nervature che disegnano, nel mezzo, un quadrato; fra il portale centrale e il sin., sono tracce di un grande affresco raffigurante S. Cristoforo. A d. della facciata si eleva il turrito campanile, con due piani di bifore gotiche, in origine forse terminante con una cuspide piramidale dopo un altro piano di monofore. Sul fianco d., alla base del campanile, entro la lunetta di una porta scomparsa, Madonna col Bambino, affresco del '400. Nel fianco della chiesa, subito dopo il campanile, è murata una lapide con una data di costruzione del campanile (1394).L'interno, preceduto da un nartece, è a tre navate divise da robusti pilastri reggenti archi romanici e alternativamente affiancati da mezze colonne sulle quali sono impostati slanciati archi ogivali trasversi; nella navata sinistra, settecentesca, si aprono numerose cappelle. Nella 1ª sin. sono raccolte diverse opere: dietro un'acquasantiera romanica (sec. XIII) è la cosiddetta *Madonna di Costantinopoli (sec. XII-XIII), gruppo ligneo intagliato e dipinto da artista romanico; ai lati sono collocate due portelle lignee, anch'esse intagliate e dipinte e databili allo stesso periodo; a sin., Madonna col Bambino, scultura lignea policroma della fine del '400; alla parete d., trittico di Antonio da Alatri (sec. XV), alla parete sin., frammenti scultorei e iscrizioni probabilmente appartenenti alla fase più antica della chiesa (in una compare il nome di Aletrium). Al termine della parete d. della chiesa è murato un grazioso tabernacolo dell'Olio santo di forme rinascimentali.