È una delle cinque basiliche patriarcali e la più importante tra quelle romane dedicate alla Vergine.
Sorta secondo la leggenda a seguito di una miracolosa nevicata verificatasi nell'agosto del 356, fu consacrata alla Vergine per volere di Sisto III all'indomani del concilio di Efeso (431). I numerosi interventi successivi si conclusero nel '700, quando Ferdinando Fuga sovrappose all'antico prospetto una nuova facciata.
L'
interno* ha ancora un aspetto abbastanza simile a quello basilicale antico. Nella
navata mediana, sopra la trabeazione, riquadri* a mosaico del sec. V ma restaurati ampiamente nel 1593. Dello stesso secolo sono i preziosi mosaici* dell'arco trionfale. La vasta
abside è rivestita da un grandioso mosaico* di Jacopo Torriti (Incoronazione di Maria, 1295). Agli interventi del 1931 si deve la rimessa in luce di parte del transetto di Niccolò IV, affrescato con i Profeti** forse da Pietro Cavallini, Cimabue o Giotto giovane. Nella
navata destra si apre la cappella Sistina*, architettata da Domenico Fontana (1584-87. Nella
navata sinistra Flaminio Ponzio realizzò nel 1605-1611, in asse con la Sistina, la cappella Paolina*: sul ricchissimo altare, Madonna* su tavola (sec. XII-XIII). La successiva cappella Sforza (1564-73) è su disegno di Michelangelo.