Le forme romaniche della basilica di Galliano si stagliano sull'orizzonte a km di distanza, posta come è sulla cima di un colle e anticipata da un vasto prato in pendenza. Parte di un complesso medievale a 2 km dal centro di Cantù, la chiesa, intitolata a S. Vincenzo, fu costruita tra la fine del X secolo e l'inizio dell'XI.
Alcune tracce di pavimentazione lasciano intendere che la basilica sia stata eretta sul luogo di un precedente edificio paleocristiano. Si entra e ci si lascia alle spalle l'austerità di un esterno in pietra pressoché privo di ornamenti, perché si viene avvolti da uno dei cicli di affreschi (X-XI secolo) più vasti di tutta l'Italia settentrionale.
Sulle pareti delle navate sono raccontate storie di santi ed episodi biblici, mentre il catino absidale è in gran parte occupato da una notevole Maestà. Curiosa, ma di grande suggestione, la soluzione adottata nella navata destra dal restauratore: invece di ricostruire la parte andata distrutta, ha tamponato il vuoto con una grande vetrata che lascia spaziare la vista sul vicino Battistero di S. Giovanni, uno dei più antichi della Lombardia.