Cenobio olivetano, rappresenta uno dei più interessanti monumenti dell'architettura normanna fondato nel 1180 da Tancredi, conte di Lecce. La facciata barocca, adorna di statue di Santi dell'ordine olivetano, si sposa curiosamente alle superstiti forme romaniche, ed è attribuita a Giuseppe Cino (1716); del primitivo prospetto il rosone e il *portale, con l'architrave (sopra l'epigrafe che conserva il nome del fondatore) adorno di sei teste femminili, una triplice fascia di arabeschi vegetali d'ispirazione musulmana e un soprarco a fogliami d'imitazione classica, su due colonne; nella lunetta, Madonna e Angeli, affresco cinquecentesco. Peculiare la cupola della chiesa, di ispirazione decisamente orientale. L'interno, severo e suggestivo, a tre navate con transetto poco pronunciato a metà della navata, manifesta una influenza borgognona nelle proporzioni ristrette e slanciate della navata, nei pilastri polistili, collegati da archi leggermente ogivali e reggenti volte a botte a sesto acuto. Nel mezzo della navata centrale si apre la cupola ellittica su alto tamburo. Gli edifici conventuali sono più tardi: il chiostro grande, a eleganti colonne binate, per esempio, è cinquecentesco.