È tra i più affascinanti esempi del romanico in Toscana. La grande costruzione in arenaria fu iniziata dopo il 1140 come rifacimento di una chiesa di poco posteriore al Mille, continuata con inserimenti di motivi gotici fino ai primi decenni del '300, manomessa dal Vasari nel '500, poi nel secolo successivo, e radicalmente restaurata a fine '800. La facciata*, romanica con influenze pisano-lucchesi (sec. XIII), si basa su cinque arcate cieche e un triplice ordine di loggette, più profonde, terminanti con un coronamento orizzontale. Il portale centrale è ornato da rilievi (1216), nell'architrave e nella lunetta, e dalla raffigurazione dei Mesi* nell'archivolto, di scultore che risente influssi antelamici. Un altro portale coevo, ornato di intagli, è sul fianco destro, ove, all'angolo, si leva la poderosa torre campanaria* (1330), detta `delle cento buche' per la regolare struttura a bifore abbinate.
L'
interno, di grandiose proporzioni, deve l'aspetto romanico agli interventi di restauro ottocenteschi. In controfacciata, bassorilievo bizantineggiante con l'Epifania (sec. XI-XII); al principio della navata destra, fonte battesimale con rilievi di Giovanni di Agostino. Il presbiterio, sopraelevato sulla cripta, è la parte più antica, con archi a pieno centro e una galleria a bifore in alto; sull'altare maggiore, grande
polittico** (Madonna col Bambino e santi, Annunciazione, Assunta e santi) di Pietro Lorenzetti (1320-24); all'altare della cripta, reliquiario di S. Donato, opera aretina in argento dorato del 1346. Nella navata sinistra, Presepio, bassorilievo in marmo del sec. XIII.