©Belotti P.
Fulcro religioso della città, è uno dei più antichi e augusti edifici di Firenze, ricordato da Dante come il «bel S. Giovanni». Citato in un documento dell'897, fu riconfigurato in forme romaniche tra il sec. XI e il XII. Ha pianta ottagonale e lo recinge un doppio ordine di pilastri che reggono in basso una trabeazione e in alto arcate. Nei tre portali sono le celebri
porte** di bronzo (ne è stata rimessa in luce l'originaria doratura) disposte secondo i punti cardinali a costituire una sorta di gigantesca Bibbia figurata. La
porta a sud* (d'ingresso), la più antica, è opera di Andrea Pisano (1330), che vi raffigurò, entro formelle lobate, Storie della vita del Battista. La
porta a nord* è di Lorenzo Ghiberti (1403-24) che modellò, con stile ancora tardogotico, ornato e calligrafico, sia i battenti, con Storie della vita di Cristo, sia gli stipiti. La
porta est, di fronte al Duomo, celeberrima e definita
porta del Paradiso** da Michelangelo, è una copia del capolavoro - ormai di forme rinascimentali - di Lorenzo Ghiberti (1425-52): danneggiate dagli agenti atmosferici e dall'alluvione del 1966, alcune delle formelle originali, restaurate, sono oggi esposte al Museo dell'Opera del Duomo. Le dieci formelle a rilievo raffigurano scene del Vecchio Testamento. L'
interno, a pianta centrale, è coperto da cupola a spicchi e ha pavimento* a tarsie marmoree. La cupola splende di mosaici* bizantineggianti, del '200, opera di artisti veneziani e fiorentini. Inoltre, tomba dell'antipapa Giovanni XXIII*, attribuita a Donatello e Michelozzo (1427).