Santuario sorto in epoche diverse tra i sec. V e VIII, in luogo singolare e suggestivo sopra una rupe tra le valli di S. Romedio e del Verdes ove tra i sec. IV e V S. Romedio visse in solitudine con due compagni, Abramo e Davide. Consta di sei cappelle sovrapposte, riunite da scale e coronate da un campaniletto. Si entra nel cortiletto del Priorato; dopo pochi gradini, oltrepassato un piccolo arco, si trova la cappella di S. Giorgio, detta Clesiana, del 1489, con affreschi coevi restaurati alla fine del Novecento e la cappella dell'Addolorata, eretta per voto durante la guerra 1914-18. Si sale lo scalone, del 1741 (ex voto alle pareti), lasciando a sinistra la gotica cappella di S. Michele (o del SS. Sacramento), costruita nel 1513 dai conti di Thun, con altare barocco (1713), e più sopra la cappella Maggiore, del 1536, a pianta rettangolare; tra le due finestre a sesto acuto è l'altare barocco, adorno di una moderna tela raffigurante S. Romedio; ai lati le statue dei suoi due compagni; alle pareti, grossolani affreschi del sec. XVII. A destra dell'ingresso, Madonna col Bambino e Ultima Cena, affreschi, in parte strappati e ricollocati, eseguiti fra il XIII e il XIV sec. Sotto una grata sono visibili i resti di una delle grotte in cui il Santo viveva con i compagni in penitenza. Per un bel portaletto e una breve scala si entra nella cappella di S. Vigilio (affreschi del '600) e da questa nella suggestiva cappella delle Reliquie, forse del sec. VII, che occupa la sommità del santuario. È divisa in tre navatelle da due colonne con capitelli paleocristiani e decorata di affreschi molto deteriorati di ambito venostano rappresentanti santi, angeli, mostri, pesci; sull'altare, urna del 1913 contenente parte delle reliquie del Santo. Dall'ingresso della cappella maggiore si esce su un balcone donde si ha una *vista impressionante sulla forra del rio di S. Romedio.