Affacciata sulla piazza omonima, la chiesa venne eretta nel 1468, secondo la tradizione da un Maestro Giorgio Tagliapietra di Como, è unico esemplare di compiuta architettura gotica bellunese. Sul fianco d. spicca il bel portale quattrocentesco riccamente scolpito, proveniente (1873) dalla soppressa chiesa dei Battuti (nella nicchia sopra l'architrave, Madonna che protegge la confraternita). L'interno, diviso in tre navate da alte arcate ogivali sostenenti crociere, è ricco di opere di rilievo. Nella navata sin.: Incontro di Abramo con Melchisedech di Cesare Vecellio (1599); Crocifisso (nel basamento, Anime purganti) di Andrea Brustolon; Raccolta della manna, prima opera conosciuta di Francesco Frigimelica (c. 1604). Nel transetto sin., la cappella dell'Addolorata, con due interessanti tele di Antonio Lazzarini (Andata al Calvario e Crocifissione, 1716); nella cappella a sin. del presbiterio, Battesimo di Cristo di Cesare Vecellio (c. 1581). Sull'arco trionfale, due Angeli portalampada di Andrea Brustolon; all'altare maggiore, tabernacolo di Francesco Dalla Dia. A d. del presbiterio si apre la cappella Cesa, con pareti e volta ricoperte di affreschi solitamente ritenuti di Jacopo da Montagnana (c. 1487): storie di Cristo, S. Stefano, S. Paolo; all'altare, pregevole gruppo ligneo policromo raffigurante Madonna col Bambino e santi, riferito a Matteo, Antonio e Francesco Cesa; inoltre, due candelabri del Brustolon. In sagrestia, pregevole Maddalena che asciuga i piedi di Cristo, di Gaspare Diziani (1710-17).