In cima al colle, dominante la città e la valletta del Silenzio, il complesso della basilica si incentra sulla chiesa barocca a pianta cruciforme, con tamburo rotondo, cupola centrale e corti bracci voltati a crociera. L'insieme è inserito in una pianta quadrata, con quattro vani d'angolo, più bassi, pure a crociera. Libero per tre lati, questo corpo scandito internamente da pilastri con semicolonne corinzie addossate, si salda sul fianco orientale all'originaria chiesetta gotica, a tre navate. Questa, fondata nel 1428 in seguito alle apparizioni mariane e ampliata nel 1476-80 da Lorenzo da Bologna, fu riassorbita nel progetto barocco di Giacomo Borella del 1687, compiuto nel 1703, e funge da presbiterio e da coro, grazie alla modifica delle arcate centrali e alla rotazione dell'altare, sottolineando con la continuità dei due organismi anche quella della devozione cittadina. Le tre facciate barocche, identiche, presentano ciascuna una parte centrale più alta e sporgente, corrispondente al braccio dell'impianto cruciforme, con occhio ottagonale e timpano curvo, raccordato da volute. A lato s'innalza il campanile, a canna quadra in laterizio, rinforzato in pietra agli angoli, costruito nel 1825-52 su progetto di Antonio Piovene modificato da Luigi Cagnola. L’elegante interno è a croce greca. Sull'altare a destra, attribuito ad Alvise Lamberti, *Pietà,capolavoro di Bartolomeo Montagna (firmato e datato 1500). Una porta immette in un pianerottolo, a sin. del quale si apre la sagrestia, dove è custodita una *Pietà ad affresco anche questo opera di Bartolomeo Montagna. Nell'antico refettorio è una grande e magnifica tela di Paolo Veronese, Cena di S. Gregorio Magno** (1572); ridotta in 32 pezzi dalle baionette austriache nel 1848, fu restaurata, per volontà di Francesco Giuseppe, nel 1857-58.