Attraversare gli spazi verdi quando i colori dell’autunno fanno capolino è un esercizio rilassante per conoscere l’anima green della capitale
Lo zoo di Berlino /cc_by_nc_nd VisitBerlin
Zoologischer Garten
Qua è di casa Knut, il primo orsetto polare nato a Berlino dopo oltre 30 anni. Nato nel dicembre del 2005, questo paffuto e goffo orso bianco baby è diventato grande, ma continua a richiamare più di 2.5 milioni di visitatori all’anno, celebrato dai media di tutto il mondo. Vera propria star del giardino zoologico, è certamente lui l’attrazione imperdibile di questo che è uno degli zoo più antichi del mondo, aperto nel 1846 per iniziativa di Martin Lichtenstein e del grande geografo-naturalista von Humboldt. Anche il Zoologischer Garten non si è sottratto al destino della città: bombardato durante l’ultima guerra, si è rinnovato, ingrandito e oggi la sua popolazione è tornata a crescere, ospitando oltre 1500 specie diverse, tra cui panda giganti, kiwi e gorilla. Si visita Knut (senza dargli da mangiare), ci si avventura tra i coccodrilli della giungla amazzonica e poi si parte per una spedizione sulla barriera corallina, tra squali tropicali e pesci dai mille colori. L’acquario, inaugurato già nel 1913 e oggi splendidamente sistemato e organizzato su tre piani, si visita anche separatamente dallo zoo.
Una ciclabile nel Grunewald /cc-by Andrew Ciscel
Tiergarten e Grunewald
250 ettari e 25 chilometri di sentieri, il polmone verde di Berlino si trova oggi ne centro della città, ma una volta si stendeva alla periferia occidentale della capitale. Ampio 250 ettari, fu creato nel ‘700 come riserva di caccia, sistemato nel 1833-40 dal raffinato gusto di Peter Joseph Lenné in romantico stile inglese e in seguito popolato da statue che vegliano sornione sulle rilassanti passeggiate dei berlinesi. Caprioli, cinghiali, conigli, martore e volpi sono invece gli abitanti della Grunewald, un vera e propria foresta che si stende per 32 chilometri quadrati a sud-est della Messegelande. Non è un caso se i berlinesi la scelgano tra le loro mete preferite per una gita fuoriporta, visto che si può camminarvi per ore senza incontrare automobili, benché l’autostrada Avus la tagli da Nord a Sud. Dopo le devastazioni subite durante la seconda guerra mondiale, ha ripreso l’aspetto di bosco misto, in cui vivono ancora pini di ben 150 anni e 350 querce fatte iantare da Federico II il grande nel 1740.
Il grande Wansee /cc-sa-by glassesview
Il Wannsee
Separato da Postdam solo dal fiume Havel, deve il nome al lago che costituisce la parte meridionale del corso d’acqua. A sud si suddivide in laghi e laghetti, mentre i pavoni danno il nome alla Pfaueninsel, l’isola dove furono portati nel 1795 (oggi ve ne sono una sessantina) e che è occupata dal parco trasformato da Peter Joseph Lenné nel 1982 per il Re Federico Guglielmo III in un giardino all’inglese disseminato di edifici romantici. Uno dei luoghi più piacevoli per trascorre una giornata è il Volkspark Klein-Glienicke. Immerso in uno splendido scenario naturale sulle rive dello Jungfernsee, alterna macchie di castagni ad ampie distese di prati.