Brindiamo, solo con i Vini Buoni d'Italia!

Dossier 14 dicembre 2011

Sotto l’albero i dolci della tradizione e poi… una pioggia di bollicine

La lievitazione /cc-sa-by FestivaldellaScienza
La lievitazione /cc-sa-by FestivaldellaScienza

Panettone, pandoro e torrone… simboli senza confini

Al panettone della tradizione milanese, fa eco il Pandoro di Verona, adottati, come l’albero di Natale, in ogni angolo del pianeta, anche ai tropici, dove il simbolismo della neve tradotta in batufoli di cotone sul finto abete, evoca tutta la forza del colonialismo culturale. E dappertutto, in abbinamento, non mancano le bollicine. A volte scelte male, perché dovrebbero essere rigorosamente dolci! Invece si perpetua il rito ottocentesco delle tavole dei nobili e dei ricchi borghesi, i quali a fine pasto sposavano lo champagne con il dessert. Non si tiene conto che gli spumanti all’epoca erano molto più dolci di quelli attuali. Oggi l’accostamento risulta alquanto forzato, perché l’alto contenuto di zuccheri dei dessert contrasta con il sapore secco di questi vini che, a seguito delle sensazioni dolci, regalano al palato l’unica, ineluttabile e improponibile sensazione di asprezza... Altro dolce natalizio è il torrone, che, a Cremona, tutti sostengono essere nato nel 1441, durante il banchetto nuziale di Bianca Maria Visconti e di Francesco Sforza, quando venne confezionato in forma di Torrazzo – la torre campanaria del duomo della città- da cui il torrone avrebbe preso il nome.


 
La tradizionale Pinza friulana /cc-sa-by Papisc
La tradizionale Pinza friulana /cc-sa-by Papisc

Zeppole e struffoli, panpepato e ricciarelli... ma la mela è bandita!

Nonostante il mondo tenda ad essere un unico grande villaggio appiattito su modelli di consumo standardizzati, ogni regione d’Italia vanta proprie ricette tradizionali, dove farine, miele e frutta diversamente amalgamati raccontano consolidate abitudini e antiche abilità… ma attenzione! Da nessuna parte si mangia la mela, che ricorda il frutto del peccato originale! I dolci hanno una geografia e una storia: le zeppole, tipiche della costiera sorrentina, sono ciambelline fritte, preparate con una pasta a base di farina acqua latte ed anice, condite con miele. Gli struffoli, simbolo dolce dell’Italia meridionale, hanno origine greca, perché lì erano approdati i coloni dell’Ellade. I Roccocò a forma di ciambella, adatti a chi ha denti solidi, traggono la loro origine dalla borbonica tondeggiante forma della conchiglia...; le copete, ovvero le ostie dell’eucarestia, racchiudono mandorle, nocciole, fichi secchi e miele, riportando alla tradizione medioevale dei conventi…


 
Il rito del "Pan e Vin"/©mauropuppetphotography
Il rito del "Pan e Vin"/©mauropuppetphotography

Aspettando la Befana… ogni occasione è buona!

I mostaccioli sono le focaccette dolci dell’Italia centrale e delle vallate alpine, che già preparavano gli antichi Romani e che lo stesso San Francesco, patrono d’Italia, chiede golosamente all’amica Jacopa, per dare il suo dolce addio a “nostra madre terra”. Famosissimo è il panforte di Siena, ricco di mandorle, noci e gherigli. A Ferrara per Natale si mangia il panpepato e a Bologna il panone e il certosino, decorati con canditi, cioccolato e frutta secca. In Veneto e Friuli è tempo di pinza, altro pane speciale ripieno di noci e ogni bendiddio. Le feste si concludono il 6 gennaio con l'Epifania. I bambini appendono una calza, nella quale la Befana, entrando per il camino, lascierà cadere caramelle, confetti e cioccolatini a quelli che sono stati buoni, nero carbone a quelli cattivi, ma il carbone è ormai di zucchero, perché i bimbi cattivi non ci sono più.

Commenti degli utenti

clicca sull’icona per leggere
le opinioni degli utenti
inverno
Natale/Capodanno
da riscoprire
radici antiche
campagne & colli
in montagna
acque dolci
al mare
gastronomia & vini
shopping
nel nord-ovest
nel nord-est
nel centro
nel sud
in Sicilia
in Sardegna

Contenuti turistici correlati

Itinerario

Aosta e la Route des Vins

Terra di grandi contrasti climatici, la Valle d'Aosta ha costretto la vite a un difficile acclimatamento: gli estremi del suo habitat sono Pont-Saint-Martin, a 300 metri di quota, dove le rocce...

Itinerario

Alba e i sapori delle Langhe

Alba è la porta della Langhe e transitarvi è pressochè inevitabile perché la valle del Tanaro rappresenta la principale via di penetrazione nella provincia di Cuneo; renderle adeguato omaggio,...

Itinerario

La Gallura: il mare e le vigne del Vermentino

Boschi di lecci e graniti scolpiti dal vento, dolci colline a pascolo e sugherete, nuraghi e chiese medievali: è il paesaggio che incornicia le vigne del Vermentino di Gallura Docg, protagonista...

Itinerario

Jesi e la valle del Verdicchio

Jesi dista una trentina di chilometri da Ancona, risalendo la valle dell'Esino. È una cittadina suggestiva, senza timore di abusare dell'aggettivo: il centro storico, chiuso entro le mura, si apre...

Itinerario

Pantelleria, ‘figlia del vento’

Gli Arabi la chiamavano ‘figlia del vento’ e ancora oggi le variopinte lance pantesche salutano i nuovi arrivati incrociando le vele nelle acque dell’isola. Più vicina alla Tunisia che alla...