La lievitazione /cc-sa-by FestivaldellaScienza
Panettone, pandoro e torrone… simboli senza confini
Al panettone della tradizione milanese, fa eco il Pandoro di Verona, adottati, come l’albero di Natale, in ogni angolo del pianeta, anche ai tropici, dove il simbolismo della neve tradotta in batufoli di cotone sul finto abete, evoca tutta la forza del colonialismo culturale. E dappertutto, in abbinamento, non mancano le bollicine. A volte scelte male, perché dovrebbero essere rigorosamente dolci! Invece si perpetua il rito ottocentesco delle tavole dei nobili e dei ricchi borghesi, i quali a fine pasto sposavano lo champagne con il dessert. Non si tiene conto che gli spumanti all’epoca erano molto più dolci di quelli attuali. Oggi l’accostamento risulta alquanto forzato, perché l’alto contenuto di zuccheri dei dessert contrasta con il sapore secco di questi vini che, a seguito delle sensazioni dolci, regalano al palato l’unica, ineluttabile e improponibile sensazione di asprezza... Altro dolce natalizio è il torrone, che, a Cremona, tutti sostengono essere nato nel 1441, durante il banchetto nuziale di Bianca Maria Visconti e di Francesco Sforza, quando venne confezionato in forma di Torrazzo – la torre campanaria del duomo della città- da cui il torrone avrebbe preso il nome.
La tradizionale Pinza friulana /cc-sa-by Papisc
Zeppole e struffoli, panpepato e ricciarelli... ma la mela è bandita!
Nonostante il mondo tenda ad essere un unico grande villaggio appiattito su modelli di consumo standardizzati, ogni regione d’Italia vanta proprie ricette tradizionali, dove farine, miele e frutta diversamente amalgamati raccontano consolidate abitudini e antiche abilità… ma attenzione! Da nessuna parte si mangia la mela, che ricorda il frutto del peccato originale! I dolci hanno una geografia e una storia: le zeppole, tipiche della costiera sorrentina, sono ciambelline fritte, preparate con una pasta a base di farina acqua latte ed anice, condite con miele. Gli struffoli, simbolo dolce dell’Italia meridionale, hanno origine greca, perché lì erano approdati i coloni dell’Ellade. I Roccocò a forma di ciambella, adatti a chi ha denti solidi, traggono la loro origine dalla borbonica tondeggiante forma della conchiglia...; le copete, ovvero le ostie dell’eucarestia, racchiudono mandorle, nocciole, fichi secchi e miele, riportando alla tradizione medioevale dei conventi…
Il rito del "Pan e Vin"/©mauropuppetphotography
Aspettando la Befana… ogni occasione è buona!
I mostaccioli sono le focaccette dolci dell’Italia centrale e delle vallate alpine, che già preparavano gli antichi Romani e che lo stesso San Francesco, patrono d’Italia, chiede golosamente all’amica Jacopa, per dare il suo dolce addio a “nostra madre terra”. Famosissimo è il panforte di Siena, ricco di mandorle, noci e gherigli. A Ferrara per Natale si mangia il panpepato e a Bologna il panone e il certosino, decorati con canditi, cioccolato e frutta secca. In Veneto e Friuli è tempo di pinza, altro pane speciale ripieno di noci e ogni bendiddio. Le feste si concludono il 6 gennaio con l'Epifania. I bambini appendono una calza, nella quale la Befana, entrando per il camino, lascierà cadere caramelle, confetti e cioccolatini a quelli che sono stati buoni, nero carbone a quelli cattivi, ma il carbone è ormai di zucchero, perché i bimbi cattivi non ci sono più.