Bologna /cc_by Bamshad
Emilia Romagna
In Emilia, specie nel Piacentino, l’Ortrugo, lasciato spesso alla sua effervescente giovinezza, vivacizza con il suo sapore appena abboccato un connubio che affonda le sue radici nella storia del territorio e si sposa con la Mariola. Sui Colli bolognesi, in Romagna, la tradizione consacra i piatti estivi di molluschi con il Pignoletto, vino fresco di acidità dai profumi delicati di fiori di biancospino, mentre tra Forlì e Cesena berremo l’Albana, che nella sua versione giovane e secca ammicca con note persistenti caratterizzate da un piacevole retrogusto amarognolo, ben sposandosi con i salumi di mora romagnola e le tigelle tradizionali. Tra i rossi è sicuro e culturalmente scontato il matrimonio di paste ripiene e sughi di carne, bolliti e insaccati con le tre versioni del Lambrusco: quello di Sorbara rosa brillante, il Grasparossa dal profondo color ciliegia e il Salamino di Santa Croce vestito di porpora scuro. Una triade che, nelle versioni secche, esalta i salumi con spuma vivace ed evanescente, profumo intenso e persistente, gusto fresco e ricco e di buona acidità.
Vigneti in Toscana
Toscana
Il passaggio in Toscana ci riserva un incontro piacevole con il Bianco Vergine della Via di Chiana, delicato, vinoso e asciutto, mentre a San Giminiano la giovane Vernaccia che lega il nome alla città delle cento torri, porge un bicchiere dai riflessi dorati, ricco di note olfattive ispirate alla mela selvatica e ai fiori bianchi del mandorlo; entrambi prediligono i tradizionali pecorini di media stagionatura e gli aromatici insaccati come la Finocchiona. Sulla costa, nell’Argentario l’Ansonica mostra un olfatto intenso caratterizzato da tratti mediterranei ed agrumosi, sfoggiando una piacevole scia minerale capace di dominare una Zuppa di cavolo nero. Sull’Elba e sulla costa che abbraccia le doc Bolgheri, Maremma, Carmignano e Capalbio l’aperitivo è in rosa e si appoggia straordinario su vini dal colore rubino cerasuolo, spesso succosi, caldi ed avvolgenti, profumati di rosmarino, viola e lilium, ottenuti da uve Sangiovese, Canaiolo e Ciliegiolo, ottimi anche per accompagnare il rinomato Caciucco alla Livornese.
Una barricaia nelle Marche
Umbria e Marche
In Umbria la predilezione dei salumi come la corallina va all’Orvieto nella versione secca, attratto dalle emozioni olfattive dei frutti tropicali, dell’albicocca e dei sentori di agrumi; non è da meno il Grechetto che sui Colli Armerini si presenta vestito di riflessi verdolini, consistente e ammantato di sentori vegetali in cui prevale la nespola e accompagna zuppa di Fagiolina e Sedano nero di Trevi; Dal lago Trasimeno, pigiando uve sangiovese e ciliegiolo nasce l’omonima doc per un vino rosato aggraziato vinoso, fruttato, fresco, vivace, asciutto e armonico da mettere sulla Tinca ripiena.
Il Verdicchio di Jesi annuncia, nelle Marche, il suo perfetto abbinamento con il Brodetto all’Anconetana quando, esuberante di giovinezza, ha dalla sua la fragranza, notevole freschezza e decisi profumi di fiori di biancospino e di campo per passare, in bocca, al fruttato fresco della pesca, della mela e lievi ricordi di agrumi. Verso l’entroterra il Verdicchio di Matelica stuzzica emozioni fruttato-floreali molto fresche ed eleganti richiami di fiori di sottobosco ottime su una Zuppa di Cicerchie. Poco lontano da Ascoli Piceno, abbineremo i piatti della costa spesso cucinati in “potacchio” ad un vino di consolidato lignaggio storico, il Pecorino di Offida, setoso e agrumato. Sempre in zona, la Passerina reclama una parte importante, esponendo le sue tentazioni in cui spiccano la buona intensità aromatica e la pienezza del gusto in accompagnamento ad un piatto di Moscioli di Portonovo.
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