Vigneti di Friulano
Un po' di storia
La storia del vino Tocai friulano è piuttosto complessa in quanto in molti punti si intreccia con quella del Tokaj ungherese, contribuendo a creare una notevole confusione riguardo al vitigno dal quale si ottengono i due vini. Secondo un'interpretazione storica sembra che il vitigno Tocai friulano sia stato trasportato dal Friuli all'Ungheria sotto il regno di Béla IV; un’altra interpretazione attribuisce allo stesso re la richiesta di far venire dall’Italia e dalla Francia alcuni esperti per produrre il “Furmint”, ovvero il vitigno usato in maggior percentuale per produrre il Tokay ungherese. Secondo una terza ipotesi nel 1623 Aurora Formentini andò in sposa al Conte Battiani e i coniugi, andando a vivere in Ungheria, portarono con sé il vitigno di S. Floriano, detto Formint, che divenne poi Tokay prendendo il nome dalla zona nella quale fu trapiantato.
Sulle strade d’Aquitania
L’origine del Tocai friulano è in realtà diversa. Negli anni ’70 iniziò a Conegliano un programma di selezione clonale del Tocai friulano che mise in rilievo alcune somiglianze con il vitigno Sauvignon. L’analisi del Dna, infatti, rivelò che il vitigno Tocai friulano altri non era che il Sauvignonasse, vitigno presente nei vigneti del Bordolese, oggi quasi scomparso in quella zona e arrivato in Friuli, probabilmente assieme al Sauvignon, nel periodo in cui si iniziarono a coltivare i vitigni francesi nei vigneti friulani. Riconosciuto dai viticoltori più attenti venne avviata la sua coltivazione e vinificazione in purezza da cui nacque il Tocai friulano.
Da Tocai a Friulano…
Questo “conflitto” tra i due vitigni sul diritto di usare il prestigioso nome si trascinerà negli anni. A dirimere la questione ci ha pensato, nel 1993, la Comunità Europea, che dopo aver mediato un accordo tra Italia e Ungheria, ha vietato l'utilizzo della dicitura “Tocai” per il vino friulano a partire dal marzo del 2007, in quanto troppo simile all’omologo doc ungherese “Tokaj”. Nel gennaio 2008 la regione Friuli-Venezia Giulia ha intentato l'ennesimo ricorso per annullare la sentenza, ma il 15 novembre dello stesso anno la Corte Costituzionale giudicava incostituzionale la legge regionale 24/2007 del Friuli Venezia Giulia che stabiliva la possibilità di utilizzare il nome Tocai per la vendita sul territorio italiano. Dalla vendemmia 2008, il nome Tocai è fuorilegge. Da allora si è deciso di utilizzare il nome “Friulano”, a sottolineare il forte legame col territorio, una scelta appoggiata dal Ministero delle Politiche Agricole e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che si sono mosse concretamente in favore della denominazione stanziando un fondo per la promozione della nuova denominazione.