Inquinamento fiumi, emergenza nazionale
I dati emersi dalle analisi di Goletta Verde sulle foci dei corsi d’acqua fotografano un pessimo stato di salute dei fiumi italiani, tracciando un quadro da emergenza nazionale. I fiumi sono la maggiore fonte di inquinamento per le acque dei nostri mari, a conferma che gli scarichi fognari non trattati derivano soprattutto dai comuni dell’entroterra. Su 169 punti critici sono infatti 132 quelli rilevati alle foci, l’87% delle quali sono risultate fortemente inquinate. L’inquinamento da scarichi fognari rilevato dal laboratorio mobile di Goletta Verde è causato da un insufficiente o inesistente servizio di depurazione. Secondo i dati del rapporto Blue Book 2009 di Utilitatis e Anea, il 30% degli italiani non può usufruire di un depuratore. La Regione in cui si registra il deficit maggiore è la Sicilia e a seguire la Lombardia e la Campania.
Blitz all'isola d'Elba
“Mare Monstrum”, speculazioni e cemento lungo la costa
A minacciare mare e litorali italiani, purtroppo, ci sono anche le speculazioni e il cemento lungo la costa. Come denunciato dal rapporto di Legambiente Mare Monstrum 2010, l’abusivismo edilizio su demanio marittimo nel 2009 è cresciuto del 7,6% rispetto all’anno precedente, facendo registrare ben 3.954 illeciti. Oltre a case, ville, residence e alberghi vista mare, assediano le coste anche i progetti di porti. L’assalto degli approdi turistici infatti, si conferma uno degli escamotage più efficaci per urbanizzare la costa, derogando e aggirando i piani urbanistici. E tutto ciò nonostante lungo le coste del Belpaese siano già disponibili 130 mila posti barca e uno studio Ucina (l’associazione degli imprenditori della nautica aderente a Confindustria) del 2008 stimi che, senza aggiungere un metro cubo di cemento in più sulle coste italiane, ma semplicemente riorganizzando, ristrutturando e adeguando i bacini già oggi esistenti lungo la Penisola, si potrebbero realizzare 40 mila nuovi posti barca, di cui 13.500 da realizzare entro sei mesi.
Un blitz antipetrolio a bordo dell'"Ombrina"
Goletta No Oil
Tra i nuovi pericoli che minacciano mare e coste italiane, inoltre, Goletta Verde ha denunciato il “rischio Louisiana”, ossia i pericoli di sversamento di greggio in mare derivanti dalle trivellazioni petrolifere off-shore e dal trasporto marittimo di idrocarburi. Nei nostri mari oggi operano 9 piattaforme da cui si estrae olio greggio. Due sono localizzate di fronte la costa marchigiana (Civitanova Marche - MC), tre di fronte quella abruzzese (Vasto - CH) e le altre quattro nel canale di Sicilia di fronte il tratto di costa tra Gela e Ragusa. Considerando le attività delle piattaforme estrattive, delle 12 raffinerie e dei 14 grandi porti petroliferi italiani, ogni anno viaggiano nelle nostre acque territoriali oltre 343 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. Cifre che fanno conquistare all’Italia un posto in prima linea in fatto di esposizione al rischio di incidente e sversamento di petrolio.
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