Mantova, piazza delle Erbe/©Toni Lodigiani
Mantova, oggi
Città tranquilla e silenziosa, Mantova può inebriare di bellezza. Se di giorno i palazzi e le chiese sono ammirati da migliaia di visitatori, basta concedersi un giro in tarda serata nei luoghi meno battuti per respirare un’atmosfera rarefatta. Mantova è oggi il Festivaletteratura, la Camera degli Sposi di Mantegna e la Caduta dei Giganti di Palazzo Te, è lo stupore del Teatro scientifico, il groviglio medievale dei palazzi del Podestà e della Ragione, piazza Canossa e la sua immobilità, il giardino segreto di palazzo d’Arco. È un pugno di palazzi e chiese che vive in simbiosi con l’acqua: a ridosso della città il Mincio si dilata fino a comporre tre laghi e penetra nel suo cuore regalando scorci “veneziani” dai suoi canali. E dall’acqua si può anche raggiungere un capolavoro di profonda religiosità popolare: il santuario delle Grazia, che affascinò a tal punto Bertolucci da inserirlo in una sequenza di Novecento. A Mantova si passeggia lungo le strade di “proprietà” dei pedoni o sotto gli animati portici in un’atmosfera molto piacevole.
S.Benedetto Po, palazzo Abati /©Toni Lodigiani
Dal Rinascimento alle Terre dei Canossa
Non si esagera quando si considera Mantova uno dei vertici del Rinascimento. Ancora oggi, passeggiando per le vie della città e negli ordinati centri di provincia, sembra di respirare un’atmosfera “cortese”. Ma Mantova è anche l’erede della più potente donna del Medioevo, Matilde di Canossa. Le tracce del dominio dei Canossa si ritrovano ovunque nella Provincia. Castelli e borghi murati, palazzi e chiese, pievi e abbazie: tesori spesso nascosti, testimoni delle glorie militari e della devozione religiosa dei Canossa e figli di un tempo, l’Alto Medioevo, in bilico tra guerre sanguinose e profondo misticismo. Questi tesori sono immersi in un ambiente contrassegnato dalla presenza dell’acqua. Ci sono i fiumi – il Po e i suoi affluenti Mincio e Oglio -, i laghi di Mantova, una fitta rete di canali e numerose zone umide protette da parchi naturali. È una cornice naturale che i Canossa hanno contribuito a plasmare e che parla della loro storia tanto quanto le architetture romaniche di Mantova e delle pievi di campagna.
Mantova, piazza Sordello /©Toni Lodigiani
Mantova Patrimonio dell’Umanità
Mantova è la città d’eccellenza della dinastia dei Canossa al cui potere è acquisita da Tebaldo, nonno di Matilde, nel X secolo. È indicata come luogo di nascita, nel 1046, della stessa Matilde, che dal 1076 diventerà destinataria del patrimonio lasciato dal padre Bonifacio. Ci troviamo nella Mantova della prima cerchia, tra le mura che cingono l’attuale Piazza Sordello. Di quel lontano passato e del grande casato rimangono tracce, atmosfere e architetture, come la lapide tombale di Bonifacio e la tomba del Vescovo Anselmo, confessore di Matilde, nella Cattedrale; la Rotonda costruita dalla Grancontessa; le reliquie del Preziosissimo Sangue nella basilica di Sant’Andrea e ancora palazzo Canossa, residenza della famiglia omonima. Dopo la morte di Matilde Mantova si regge a libero Comune fino alla presa di potere dei Bonacolsi nel 1273. Alle vicende e alle realizzazioni di questi ultimi Mantova resterà legata, tanto che nel 2008 la città è stata inserita insieme a Sabbioneta nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco.
Nelle terre di Mantova, l'iniziativa speciale di Touring Editore
A Mantova e al suo passato altomedievale, Touring Editore e la Provincia di Mantova dedicano "Matilde di Canossa, nelle terre di Mantova", una edizione speciale della Collana Itinerari, che integra i percorsi culturali proposti con curiosita', schede e informazioni a carattere turistico.
Scopriamo allora le strade che ripercorrono i passi abituali di Matilde, straordinaria ed infaticabile viaggiatrice del tempo...