Il momento della raccolta
L'uva prediletta dalle api
La storia vuole che le uve del moscato siano quelle denominate "Apiciae " da Catone e "Apianae " da Columella e Plinio, in quanto predilette dalle api, per il loro dolce aroma. Diffuse in tutta l’Italia, oggi le uve di questo vitigno concorrono a formare moltissimi vini dolci, frizzanti, spumanti, vendemmie tardive e passiti che vanno dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, ma anche vini secchi che tuttavia nel loro bouquet richiamano netti i sentori aromatici tipici del vitigno.
Pasticceria tradizionale e dolci secchi
Se Piemonte si brinda, in Toscana si pasteggia
In Piemonte, con il nome di Moscato d’Asti, degusterete un vino dalle note fresce di fiori di acacia. La sua fragranza la troverete espressa anche nell’Asti spumante, il regale protagonista delle feste di Natale abbinato al panettone e al Pandoro. La Valle d’Aosta preferisce presentarlo in versione passita, come Muscat blanc flétri, vino da meditazione, che tuttavia nelle feste chiacchiera volentieri con i dolci a base di cioccolato. La Toscana ci offre il Moscadello di Montalcino. Il palato è appagato dalle sue note dolci e da un susseguirsi di gradevoli declinazioni aromatiche, che raggiungono, quando la vendemmia è tardiva, la vellutata avvolgenza di certi grandi passiti. La sua naturale collocazione è sulla pasticceria e i sui dolci secchi.