Le Fasce di Pietraperzia (Garozzo/CuboImages)
Santi e diavoli in lotta tra bene e male
Molte sono le processioni siciliane che intrecciano magia, religione arcaica e cristianesimo. Tra le più coinvolgenti si contano la Diavolata di Adrano (Ct) e i Giudei di San Fratello (Me). La Diavolata si concentra in una simbolica lotta tra maschere raffiguranti il bene e il male, mentre i Giudei (che percossero e condussero Cristo al Calvario) nei giorni che precedono la Pasqua si aggirano mascherati per il paese e armati di trombe, catene e campanacci disturbano grottescamente gli abitanti fino alla Via Crucis. E nell'antico mosaico di culture che compongono la Sicilia si devono citare le celebrazioni secondo il rito greco-ortodosso che ancora si rinnova a Piana degli Albanesi, a Palazzo Adriano, a Contessa Entellina e a Mezzojuso, piccoli centri della provincia palermitana.
Decorazioni multicolori a San Biagio
La festa è anche a tavola
La Pasqua siciliana è spettacolare anche in cucina, tra mille varianti gastronomiche che riescono a unire l’isola in una grande tavola imbandita. Tra le prelibatezze della tradizione si contano lo “Sciusceddu”, tipica minestra messinese, e il “tegame pasquale di Aragona”. Oppure si può scegliere tra l’“impanata ragusana” o la siracusana “gallina col riso”. Il re della tavola rimane il pane, che per l'occasione assume le forme più curiose e adorna anche gli spettacolari Archi in legno della processione di San Biagio (Ag). E alla fine dei festeggiamenti non si può rinunciare alle tradizionali paste alle mandorle o a una fetta di cassata, degna ricompensa di una settimana di passione.