Per gli abruzzesi la Maiella è la 'montagna madre'. Tale considerazione si deve alla sua imponenza, ma soprattutto a una sacralità dei luoghi sentita fin dalla preistoria, se vogliamo ribadita in senso moderno dall'istituzione del Parco nazionale. L’itinerario tocca alcune delle località principali della Maiella sottolineando, al di là delle loro ricchezze monumentali, ora il loro ruolo nell’immaginario collettivo, ora delle particolarità non sempre riportate sulle guide turistiche. La prima tappa è a Guardiagrele, considerata la ‘porta’ della Maiella, ovvero il luogo più adatto per una sosta di 'acclimatazione'. Seguono una proposta naturalistica, che coinvolge le località propizie per entrare nel vivo della natura appenninica, e un suggerimento in chiave invernale, per scoprire un luogo incantato, il Bosco di Sant’Antonio. La tappa successiva è a Sulmona, città di antico rango, celebre per le molteplici forme d’artigianato, ma soprattutto per i confetti, elevati a espressione artistica. In chiusura, due segnalazioni fuori dai consueti schemi: la pasta di grano duro di Fara San Martino e il liquore Centerba di Tocco di Casauria.