Valle d'Aosta /cc-sa-by Roby Ferrari
Terra di grandi contrasti climatici, la Valle d'Aosta ha costretto la vite a un difficile acclimatamento: gli estremi del suo habitat sono Pont-Saint-Martin, a 300 metri di quota, dove le rocce riverberano intensamente i raggi solari, e Morgex, a 1200 metri, dove la vite fruttifica tra larici e abeti alle falde del Monte Bianco. Nel miracolo di queste vinificazioni alpine ampio merito è da ascriversi all'uomo, che ha saputo sfruttare al meglio il poco terreno agrario con un'opera di terrazzamento che ha ridisegnato il paesaggio: il vigneto ammonta a soli 700 ettari frazionati in una miriade di appezzamenti. Alla saggezza agronomica dei valdostani va inoltre attribuita la selezione di vitigni particolarmente resistenti ai rigori della montagna. Oltre metà della produzione è coperta equamente dall'autoctono Petit-Rouge e dal piemontese Nebbiolo, denominato localmente Picoutener. I disciplinari di produzione indicano ben 22 vitigni, 13 dei quali autoctoni, che danno vita a una notevole varietà di vini nell'ambito di una Doc a carattere regionale Valle d'Aosta. Collaterale è una buona produzione di grappe e acquaviti d'uva, con particolare riguardo per i ceppi a bacca bianca, favoriti in termini aromatici dalle notevoli escursioni termiche del clima valligiano. Agli enoturisti sono dedicate la suggestiva Enoteca Regionale, nel cuore di Aosta, e La Route des Vins, un percorso tra i vigneti che si snoda in parte lungo le statali 26 e 27 ma prevalentemente lungo strade di minor traffico con soste presso le Caves Coopératives, le cantine sociali che si propongono anche come punti di incontro per la promozione dei vini e degli altri prodotti tipici locali.