Luigi Vanvitelli è stato uno dei protagonisti dell'architettura italiana del Settecento. Suo padre era Gaspar Wan Wittel, olandese d'origine, ma così affermato a Napoli come pittore vedutista da stabilirsi nella capitale e italianizzare il cognome in Vanvitelli. Con questo viatico il figlio non ha difficoltà a mettere a frutto il proprio talento operando in varie città del Centro-Sud, diventando perfino architetto della basilica di S. Pietro a Roma. L'opera della celebrità imperitura è tuttavia la Reggia di Caserta, che lo occupa dal 1750 al 1773, quando lascia al figlio il compito di portarla a compimento. Il complesso, degno di gareggiare in bellezza con la reggia di Versailles, è oggi una delle mete irrinunciabile per chi sceglie Napoli per un viaggio di piacere. La giornata che è necessario dedicarle può allora esordire in città con un anteprima vanvitelliano, il grandioso emiciclo di piazza Dante, che dà una prima idea dell'approccio progettuale dell'architetto. La parte centrale della visita andrà doverosamente dedicata a quanto nel 1997 l'Unesco ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità, ovvero il Palazzo reale di Caserta con il parco, l'acquedotto del Vanvitelli e il complesso di San Leucio. Se resteranno forze, sulla via del ritorno si potrà fare tappa a Casertavecchia, tornata a essere borgo attorno alla cattedrale normanna dopo la creazione della Reggia, e ad Aversa, città di bella atmosfera dove il Vanvitelli ha lasciato un'altra piccola ma preziosa testimonianza di sé.