“Isola nell’isola”, così gli Arabi definivano i Monti Nebrodi per la loro eccezionale ricchezza di boschi e acque correnti. Questa catena montuosa s’innalza dalle spiagge tirreniche fino a superare i 1800 metri di quota e poi discende nel solco interno che la separa dall’Etna. Visto in pianta, è un territorio abitato solo ai margini e attraversato da poche strade. Così si spiega l’integrità delle sue sterminate foreste e la presenza di animali altrove scomparsi, oggi sotto la tutela di un parco regionale tra i più intraprendenti nella promozione del turismo naturalistico. Il fulcro dell’itinerario, per posizione e valenza turistica, è Sant’Agata Militello, ma ogni centro del parco offre validi motivi di sosta. Ne sono esempio Santo Stefano di Camastra per la ceramica artistica e San Fratello per l’antica tradizione equestre. Non mancano infine peculiarità anche sul fronte della buona tavola, con i rustici salumi di suino nero dei Nebrodi e i formaggi della montagna.