Il Tevere – il fiume di Roma – scorre in terra toscana per un tratto piuttosto breve, attraverso un territorio segnato dalla presenza di Piero della Francesca e ritratto negli sfondi di molte sue opere.
Accanto alla Val Tiberina toscana si trova il Casentino, che costituisce il bacino superiore dell’Arno. Si trovano qui due luoghi particolarmente significativi per il mondo cristiano: l’eremo francescano di La Verna, dove nel 1224 Francesco ricevette le stimmate, e l’eremo benedettino di Camàldoli, cuore della riforma dell’ordine promossa attorno all’anno Mille da san Romualdo.
Attorno a borghi e sentieri – testimoni di una presenza umana millenaria – fanno cornice ampi boschi, custodi di un patrimonio floristico e faunistico di grande interesse.
Dal 1993 l’intera area è protetta sotto il nome di Parco nazionale delle Foreste casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che l’Aretino condivide con le province di Firenze e di Forlì-Cesena.
Centri visita del parco si trovano a Badia Prataglia, a Chiusi della Verna, a Camàldoli e a Stia.
L’itinerario consigliato esce da Arezzo in direzione est, per la statale 73 Senese-Aretina, entrando così nel bacino del Tevere.
La statale 221, che si incontra più oltre, conduce a Monterchi. Sempre dalla statale 73, un’altra strada permette di raggiungere Anghiari.
Lungo il tracciato della 73 stessa si trova Sansepolcro. Da qui, la statale 3 bis Tiberina (E45) in direzione nord avvia verso Pieve Santo Stefano, da dove la statale 208, Strada della Verna, entra nel Casentino. (Il santuario di La Verna dista una ventina di chilometri.)
L’itinerario continua sulla statale 208, raggiungendo Bibbiena. Poi, sulla statale 70 della Consuma, arriva a Poppi.
La strada attraversa quindi il piano di Campaldino, finché la statale 310 del Bidente – che passa per Pratovecchio – conduce a Stia.