Gruppo di Brenta /cc-by Netpalantir
L'altopiano della Paganella è un ambiente alpino unico nel suo genere, incastonato tra le Dolomiti di Brenta e la vetta di oltre duemila metri che i trentini chiamano affettuosamente 'la montagna di Trento'. Fattore d'ulteriore suggestione è il lago di Molveno, specchio d'acque cristalline che s'esalta nel gioco dei colori - le vele, i boschi, le rocce, il cielo - sempre diverso con le ore e le stagioni. Niente di meglio per gli appassionati di montagna, dunque, anche perché la quota, tra 800 e mille metri, è l'ideale sia per chi cerca il completo relax, sia per chi aspira a una vacanza attiva (e qui ce n'è davvero per tutti i gusti, dalla pesca al deltaplano). L'altopiano è percorso dalla strada che collega la Valle di Non alle Giudicarie Esteriori: nel giro di pochi chilometri e si trovano Andalo e Fai della Paganella, località sportive per eccellenza, d'estate e soprattutto d'inverno. Una deviazione porta invece nell'appartata valle dello Sporeggio, a Cavedago e Spormaggiore, che è una delle porte del Parco naturale Adamello-Brenta. Nume tutelare del luogo è l'orso bruno: non si vede perché è un tipo molto sulle sue, ma è bello sapere che c'è. Quanto ai piaceri della buona tavola, l'altopiano offre il repertorio completo della tradizione trentina con il valore aggiunto dei celebri vini della Piana Rotaliana - ci si passa, strada facendo - dal Teroldego, rosso di carattere, allo Chardonnay, bianco profumato come solo tra queste montagne gli riesce d'essere.