Gli Arabi la chiamavano ‘figlia del vento’ e ancora oggi le variopinte lance pantesche salutano i nuovi arrivati incrociando le vele nelle acque dell’isola. Più vicina alla Tunisia che alla Sicilia, Pantelleria riserva emozioni da mare tropicale ma anche la sorpresa di una montagna verdeggiante di boschi. Simbolo dell’isola sono i dammusi, le inconfondibili abitazioni cubiche con tetti a cupola imbiancati di calce (assai richiesti come case di villeggiatura con buona pace delle loro tradizioni). Produzioni rinomate dell’isola sono il vino passito da uve Zibibbo e capperi d’inimitabile sapore grazie al suolo vulcanico e al clima intenso. La cucina è di pesce e non potrebbe essere altrimenti; dicono che lo scenario esalti le sensazioni e qui se ne ha l’evidenza. Il viaggio è agevole e rapido grazie all’areo da Palermo o da Trapani, che si propongono come tappe di visita intermedie della vacanza, breve lunga che sia. Da Trapani ci si imbarca anche in nave. Sull’isola, che non è piccola, si gira in bicicletta.