Pavia è una città che ancora oggi sorprende per serenità d'atmosfera, - merito del cotto che la riveste, fors'anche delle acque del Ticino - e lo si sperimenta camminando per le strade meno frequentate. È la Pavia confidenziale e quieta che ha fatto innamorare poeti e viaggiatori del passato; che solo altrove rivela le memorie del tempo in cui fu capitale di Teodorico e dei Longobardi, poi centro di potere imperiale, irta di cento torri medievali, quindi raffinata corte dei Visconti e degli Sforza. La visita, come s'accennava, può anche essere fatta di un passeggiare senza meta, ma qualche dovere in effetti ce l'ha: due straordinarie chiese romaniche, S. Michele e S. Pietro in Ciel d'Oro, e il Castello Visconteo, tra l'altro sede dei Musei Civici. Uno spunto meno consueto può essere offerto dall'Università, una delle più illustri d'Europa, che si offre al visitatore con una folla di personaggi illustri, più o meno noti, effigiati in statua o celebrati in epigrafi, per la gioia di chi ama questi incontri. E lo stesso dicasi del Collegio Borromeo, fondato da San Carlo, che fa scoprire il mondo dei grandi palazzi cittadini e altre storie ancora. Esaurito almeno un dovere culturale, ci si può lasciar andare a cuor leggero ai piaceri della tavola che qui ha il suo punto di forza nel riso della Lomellina abbinato a quanto giunge dall'Oltrepò Pavese, vini compresi. Gianni Brera docet.