da sapere
Pozzuoli è un luogo unico al mondo, dove la storia della città romana che fu primo porto del Mediterraneo si intreccia alle manifestazioni di un ambiente vulcanico che hanno fatto nascere miti e leggende. Il primo esempio viene dal più noto dei monumenti cittadini, il cosiddetto Tempio di Serapide, le cui rovine nei secoli prima sono finite sott'acqua per lo sprofondamento del suolo dovuto al vulcanismo e poi sono riemerse segnate dai molluschi perforatori che ne avevano colonizzata la pietra. Tutt'intorno i Campi Flegrei, vale a dire 'ardenti', come li chiamavano i Greci, a partire dalla celebre Solfatara, cratere ellittico dove il vulcanismo residuo si esprime ancora oggi in decine di vulcanelli ribollenti di fango e vapore. La considerazione che gli antichi Romani avevano di Pozzuoli come luogo di cura è testimoniato dalle rovine delle imponenti Terme di Nettuno. Le cure sono oggi dispensate presso le Terme Puteolane, dove le acque salso-solfato-alcaline ad alta temperatura sono utilizzate soprattutto per fangature in abbinamento a terre vulcaniche. Quanto al territorio, è difficile trovarne un altro che riunisca elementi d'interesse naturale e storico altrettanto singolari. La matrice vulcanica dei luoghi risalta nei crateri che punteggiano la zona, ora colmati d'acqua, come il lago d'Averno, dove gli antichi ritenevano fosse l'entrata dell'oltretomba, ora verdeggianti di boschi, come gli Astroni, già riserva di caccia dei Borboni, oggi rifugio per gli uccelli migratori. A ciò si aggiungono le antiche vestigia di Cuma e Baia in una rassegna che conta anfiteatri, santuari e ville legate ai grandi nomi della storia romana. Tali e tante suggestioni da fare di Pozzuoli e dei Campi Flegrei una tappa obbligata per i viaggiatori del Grand Tour, da Goethe a Chateaubriand, accrescendo l'anedottica e i doveri culturali per quelli odierni.