Gualtieri, Reggio nell'Emilia cc_by_sa Roby Ferrari
La pianta cittadina è disegnata dall’esagono delle scomparse mura, dalla Via Emilia, che lo divide equamente, e dalla linea sinuosa del corso Garibaldi, tracciato sull’antico alveo del Crostolo. Cuore della città è piazza Prampolini, con il Duomo e il palazzo del Comune, dalla quale si irraggia un reticolo di stradine medievali. L’atmosfera è rilassata: la gente gira in bicicletta e si ferma a chiacchierare in piazza. La città è fra le prime d’Italia nelle statistiche di qualità della vita. La provincia si stende dalla grande curva che il Po affronta a Guastalla al crinale appenninico, sovrastato dal monte Cusna. Le colline che si scorgono dalla città, celebri per il Lambrusco, sono tra le più belle d’Italia, come già nell’Ottocento segnalava il Baedeker. L’agroalimentare è una colonna dell’economia, basti dire del Parmigiano-Reggiano e dell’aceto balsamico tradizionale. La buona tavola – siamo nel cuore dell’Emilia – è vera attrattiva turistica. Uno dei figli più illustri della città è Ludovico Ariosto: poco fuori città, sulla strada per Rubiera, si visita la villa del Mauriziano, che fu la sua dimora estiva.