Pavia cc_by_sa groume
“E a me basta passar lungo i muretti caldi di sole; e perdermi ne' tuoi vicoli che serpeggian come bisce fra verzure d'occulti orti da fiaba, rossa Pavia, città della mia pace.” Così scriveva la poetessa Ada Negri, che nel 1924 visse qualche tempo a palazzo Cornazzani, come Ugo Foscolo più di un secolo prima. Poco è cambiato nel tempo di quegli scorci confidenziali e quieti che rivelano il passato di Pavia: fra importanti chiese romaniche e memorie di ricchi commerci fluviali, in questa città dall'anima 'comunale' persistono torri, antiche dimore e piazzette raccolte, il tutto legato dal caldo colore del cotto lombardo. La capitale di Teodorico e dei Longobardi fu poi centro di potere imperiale, irta di cento torri medievali, quindi raffinata corte dei Visconti e degli Sforza, sede di una delle più illustri università europee e per questo prediletta da Maria Teresa d'Austria. In un'appartata piazzetta, già al centro della Cittadella viscontea, sorge la chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro, uno dei più importanti complessi medievali della città, fondato da re Liutprando nell'VIII secolo e tornato nell'Ottocento all'antico splendore. Imponente capolavoro romanico è anche la basilica di San Michele, eretta nel XII secolo, con l'originale facciata rivestita di pietra che riflette la luce in modo sempre diverso. Il Medioevo è ancora protagonista a una decina di chilometri a nord dell'abitato, dove è d'obbligo la visita alla Certosa di Pavia, raggiungibile per una strada che diverge dal Naviglio Pavese in mezzo alla pianura coltivata. Al più celebre monastero della regione operarono alcuni tra i maggiori artisti del Quattrocento lombardo, con marmi abbaglianti e bellissime decorazioni negli interni che la quiete dei chiostri avvolge nel silenzio. Ricordo tangibile della Certosa sono i liquori a base di erbe prodotti dai monaci, in vendita nell'antica Farmacia. Chi è in cerca di scenari fuori dal tempo li troverà anche passeggiando (o pedalando) lungo i tanti sentieri del Parco del Ticino. La varietà dei paesaggi in provincia di Pavia si legge in un risotto al tartufo: dalle pianure della Lomellina, tra Po e Ticino, ai boschi della valle dello Staffora, particolarmente ricchi del pregiato tubero. Da non perdere anche l'anguilla alla borghigiana e la zuppa alla pavese, sorta di brodo bollente con uova, pane e formaggio. Nel bicchiere, naturalmente, i vini doc “Oltrepò Pavese”.