San Nicola, Bari cc_sa_by zak-mc
Le due anime di Bari vivono l’una nella città di mare, con pescatori e marinai, e l’altra rivolta ai frutti della terra. Fra Adriatico e ulivi, il capoluogo della Puglia si stende con il nucleo antico, serrato e tortuoso, e la città nuova, disegnata per vie rettilinee. Fin dall’epoca romana Bari è stata un importante centro politico, economico e culturale. La cattedrale romanica di S. Sabino, la basilica di S. Nicola e il Castello svevo sono i capisaldi dell’interesse monumentale. Nell’alto medioevo Bari faceva parte dell’impero romano d’Oriente e alla fine del decimo secolo divenne la sede del catapano, il funzionario imperiale che governava i territori dell’Italia meridionale. Questo ruolo politico diede grande impulso anche alla crescita economica della città. Dopo la dominazione normanna, nel Duecento il governo passò alla dinastia tedesca di Svevia. Fu l’imperatore Federico II a volere il castello, per rafforzare la difesa e il potere imperiale. Ma già nell’undicesimo secolo un grande evento aveva reso celebre la città: il “furto” da Myra delle ossa di San Nicola, per le quali si costruì la basilica intitolata al santo, primo esempio di architettura romanica pugliese. Ma la crescita della città non si ferma ai secoli più lontani, dal “borgo murattiano” dell’Ottocento fino ai giorni nostri, con lo stadio di San Nicola progettato dall’architetto Renzo Piano. La provincia comprende la cosiddetta Terra di Bari e la gran parte dell’altopiano delle Murge. È un territorio fertile e intensamente lavorato nella fascia costiera e piuttosto arido all’interno, dove comunque boschi e pascoli alimentano una fiorente pastorizia. Numerosi i punti di rilievo gastronomico, dove apprezzare le paste e le verdure che sono orgoglio locale, a partire dalle orecchiette con le cime di rapa o con il sugo di soffritto, oppure il pesce, azzurro e bianco, nei suoi multiformi utilizzi, come le aromatiche ‘alici arracanate’ o il dentice alle olive. Il tutto bagnato dai pregiati vini di Castel del Monte o Locorotondo, per citare solo i più noti.